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Festival Culture e Scritture dell'Appennino nel Parco Federico II

30 Dicembre 2017

25/30 dicembre 2017. La Città di Melfi e il Parco Letterario Federico II con Regione Basilicata Vi invitano al Festival Culture e Scritture dell'Appennino. Arte, letteratura, storia, antropologia, pittura, danza, musica, teatro a Melfi
La Città di Melfi e il Parco Letterario Federico II con Regione Basilicata
Vi invitano al
Festival Culture e Scritture dell'Appennino
arte, letteratura, storia, antropologia, pittura, danza, musica, teatro a Melfi
25/30 dicembre 2017 
Comunicato Stampa
CULTURE E SCRITTURE DELL’APPENNINO,
Melfi 25-30 dicembre 2017
Un Festival per favorire la conoscenza e promuovere, sostenendole, le “Culture e scritture dell’Appennino” quello che dal 25 al 30 dicembre 2017 si svolgerà a Melfi (PZ) attraverso un cartellone di manifestazioni ed eventi multiforme e plurale dedicato ad arte, letteratura, storia, antropologia, pittura, danza, musica, teatro.
La cinque giorni appenninica si aprirà il 25 dicembre con il “Concerto di Natale” di Tommaso Lecaselle (flauto e orchestra) nella suggestiva cornice della Cattedrale S.M. Assunta (ore 19,30) per poi proseguire, il 26 dicembre, con l’evento presentazione del libro di Nicola Corona, “Alma Latina. Canzoni napoletane, boleri, tanghi e canti popolari lucani”, cui parteciperanno i tangueros dell’Associazione “Brigan Tango”, Marcela Garcia, Rino Risolo, Umberto Ferrieri accompagnati dai Maestri Raffaele Rigillo e Luca Fabrizio (Aula Consiliare “Nitti-Bovet, ore 18,00).

Le giornate del 27 e del 28 dicembre saranno dedicate, invece, ai percorsi poetico-narrativi dell’Appennino attraverso le voci dei suoi scrittori: ecco, così, i dibattiti con Giuseppe Lupo e Gaetano Cappelli presentati rispettivamente da Maria Rosaria Monaco e Maria Teresa Imbriani (27 dicembre, Palazzo Donadoni, ore 17,30) e il recital di versi di Antonio Avenoso e Silvana Kuhtz, “Poesia in azione. Un Appennino dentro di noi” (28 dicembre, Cinema Teatro Ruggiero II, ore 17,30). A completare la proposta della terza giornata del Festival melfitano dedicato alle culture e alle scritture appenniniche, il reading poetico “Versi della Scuola Siciliana”, a cura di Simonetta Rizzitiello (ore 18,30) e lo spettacolo “Carlo Levi a Eboli” messo in scena dalla Compagnia “Talia Teatro”.

Evento di particolare rilievo per la città federiciana, durante la mattinata del 29 dicembre, a partire dalle ore 10,00, sarà icasticamente aperto in Piazza Duomo il “Villaggio Medievale” con la presentazione di “MELFI: Il Millennio di una Città (1018-2018)”, cui seguirà una conferenza spettacolo con Francesco Durante, autore del volume “Scrittori italiani d’America”, e i “Virtuosi di San Martino” che interpreteranno Musiche e Canzoni di Ellis Island di fine ‘800 (Aula Consiliare “Nitti-Bovet”, ore 18,00).

Sabato 30 dicembre, infine, presso l’Aula Consiliare “Nitti-Bovet” (ore 17,30) sarà presentato il n° 6 della rivista “Appennino” durante la tavola rotonda dedicata a “Temi e culture dell’Appennino” cui interverranno Nicoletta Altomonte, Antonio Avenoso, Pasquale Ciliento, Piero Lacorazza, Giuseppe Lupo, Franco Mollica, Raffaele Nigro, Mimmo Sammartino, Livio Valvano. A impreziosire la serata di chiusura del Festival, condotta da Anita Ferrari, l’atteso intervento di Vittorio Sgarbi su “Matera 2019 e l’Arte di una Regione”.
Il Festival “Culture e scritture dell’Appennino” è organizzato dal Parco Letterario Federico II di Svevia – Melfi e dalla Regione Basilicata con il patrocinio della Città di Melfi, degli Augustali, de I Parchi Letterari Italiani e della Società Dante Alighieri.

Come si legge nel Manifesto di una scrittura appenninica – ha dichiarato Raffaele Nigro, scrittore, Presidente del Parco Letterario Federico II di Svevia, Direttore editoriale con Altomonte, Lupo e Sammartino della rivista “Appennino”, pubblicata dal Consiglio Regionale della Basilicataabbandonando o negando la funzione verticale della Storia, ci affidiamo alla lettura orizzontale della geografia, che è visione e respiro di un’epoca. In questo modo pensiamo a una scrittura che si disponga lungo la dorsale appenninica (la terza linea di un’Italia longitudinale, dopo quelle del levante e del ponente) e che da essa tragga gli elementi per sostenersi. L’Appennino, da categoria orografia, si fa categoria interpretativa, codice di riferimento, linguaggio della natura che si traduce in linguaggio delle parole e permea le pagine dei nostri libri. Per tale ragione ciò che scriviamo, oltre a essere frutto delle nostre individualità, risponde a una serie di costanti. La scrittura appenninica, in definitiva, risponde all’esigenza di fornire le coordinate di un pensiero, di uno sguardo, di un modo d’essere lettori e scrittori.”

Vedi il programma completo nei due allegati:



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