Giosue Carducci

Giosue Carducci

Castagneto Carducci (Livorno)

“ Quel tratto della Maremma che va da Cecina a San Vincenzo, è il cerchio della mia fanciullezza… Ivi vissi, o, per meglio dire, errai, dal 1838 all’Aprile del 1849.”
Giosue Carducci, Lettere

La Vita

Giosue Carducci nasce a Val di Castelio, piccoÌo borgo nel comune di Pietrasanta. in Versilia. il 27 iuglio 1835. Si trasferisce a Bolgheri tre anni dopo, quando Michele, il padre. ottiene la licenza di medico condotto nella contea cli Donoratico, proprietà delia famiglia Della Gherardesca. In questo ambiente Giosue trascone un'infanzia serena. improntata allo studio dei classici che egli trova nella libleria paterna:  "E io insieme alle opere del Manzoni lessi I'lliude, I'Eneide, la Gerusalemme, La storia romana del Rollin e la Rivoluzione francese del Thiers".

Il fanciullo Giosue vive il clima politico della prima metà dell'800; suo padre, ex carbonaro e fervente repubblicano, si scontra con Ia parte più conservatrice del borgo e con i rappresentanti delle autorità locali: i conti Della Gherardesca ed il parroco Don Bussotti.

La notte del 21 maggio 1848 si sparano  in direzione della finestra dello studio del dottor Michele. le famose ficilate in seguito alle quali la famiglia si trasferisce a Castagneto Marittimo dove risiede per circa un anno.
Mentre il padre partecipa attivamente alle vicende politiche castagnetane sostenendo le ragioni del popolo nei moti rivoluzionari del '48, il tredicenne Giosue va recitando presso le botteghe artgiane le poesie del Giusti, poeta satirico toscano, cui si ispira nei suoi primi componimenti poetici.

Quando i conti Della Gherardesca, allontanatisi a seguito dei moti del '48 rientrano a Castagneto Marittimo, il dottor Michele è costretto a fuggire per aver elargito in loro assenza, le saccate di terra ai braccianti e con la tamiglia si rifugia a Firenze.

Qui Giosue completa gli studi classici presso i padri Scolopi di San Giovannino ed incontra Elvira Menicucci, sua futura sposa. Accede per merito alla scuola Normale Superiore di Pisa dove nel 1855 si laurea a pieni voti in Filosofia e Filologia dopo solo due anni di studio.

Ricopre brevi e sporadici incarichi nei licei della Toscana iìno a quando Terenzio Mamiani, ministro clella Pubblica Istruzione del Regno d'Italia, gli offre la cattedra di Eloquenza Italiana presso I'Università di Bologna, dove insegna per quarantaquattro anni.  

Durante gli anni dell'insegnamento universitario, partecipa alla vita politica ed intellettuale del tempo; nel 1862, dopo la battaglia di Aspromonte, abbraccia con fervore gli ideali repubblicani per poi mitigare, prima del 1890, le proprie idee politiche e avvicinarsi ai valori monarchici, ritenendo che in quel momento storico rappresentassero l'unica possibilità per mantenere l'Italia unita e laica.

Nel 1890 è nominato senatore a vita per meriti letterari.

Nel 1906 è il primo itaÌiano a ricevere il Premio Nobel per la letteratura. Muore a Bologna il 16 febbraio 1907.



Le date:
1835 - Giosuè Carducci nasce il 27 luglio, da Michele e Ildegonda Celli, a Valdicastello in provincia di Lucca

1838 - Il 25 ottobre la famiglia Carducci giunge a Bolgheri in quanto Michele Carducci vince il concorso per medico presso la località toscana.

1842 - Muore "nonna Lucia", figura determinante nell'educazione e formazione del piccolo Giosuè tanto che il poeta la ricorderà con grande affetto nella poesia "Davanti San Guido".

1848 - Nella notte tra il 21 e il 22 maggio, la finestra di casa Carducci viene presa a fucilate da ignoti in seguito all'acuirsi del conflitto tra Michele Carducci e la parte più conservatrice della popolazione bolgherese, capeggiata dal pievano Don Bussotti. Seguono altre fucilate che costringono la famiglia a fuggire da Bolgheri e a trasferirsi a Castagneto, dove rimane per quasi un anno.

1849 - Il 28 aprile i Carducci giungono a Firenze. Giosuè frequenta l'Istituto degli Scolopi e conosce la futura moglie Elvira Menicucci, figlia di Francesco Menicucci, sarto militare, e della prima moglie dell'uomo.

1853 - L'11 novembre Carducci entra alla Scuola Normale di Pisa. I requisiti per l'ammissione non collimano perfettamente, ma è determinante una dichiarazione di padre Geremia, suo maestro, in cui garantisce: "… è dotato di bell'ingegno e di ricchissima immaginazione, è colto per molte ed eccellenti cognizioni, si distingue persino tra i migliori. Buono per indole si condusse sempre da giovine cristianamente e civilmente educato". Giosuè sostiene gli esami svolgendo brillantemente il tema "Dante e il suo secolo" e vince il concorso.

1856 - Il 3 luglio si laurea in filologia e filosofia con il massimo dei voti

1857 - Insegna retorica al liceo di San Miniato al Tedesco. Compone le “Rime di San Miniato” il cui successo è quasi nullo, salvo una citazione su una rivista contemporanea del Guerrazzi. La sera di mercoledì 4 novembre si uccide il fratello Dante squarciandosi il petto con un bisturi affilatissimo del padre: mille le congetture. Tra queste, l’essere stanco dei rimbrotti familiari specialmente del padre, che era diventato intollerante e duro anche con i figli.

1858 - Dopo il suicidio di Dante, la salute del padre comincia a peggiorare fino alla morte, per cancro. La sua carriera è durata meno di 25 anni, durante i quali aveva dovuto affrontare ben 10 trasferimenti: sempre in rotta, una fuga perenne da se stesso, dalla propria lingua pungente che non rendeva giustizia ai suoi nobili sentimenti.

1859 - Il 7 marzo Giosuè Carducci si sposa con Elvira Menicucci. Donna paziente e sottomessa, rimase accanto al poeta anche nei momenti più dolorosi della sua vita, diventando alla fine un punto di riferimento.

1860 - Il poeta si trasferisce a Bologna dove insegna eloquenza italiana all'Università. Trova casa in via del Carbone e fa venire le sue 3 donne: la moglie e le 2 figlie, Beatrice e Laura. Nel nuovo ambiente non lo attraggono le amicizie: studia con caparbietà e frenesia e si comincia a delineare la sua posizione culturale, artistica e politica.

1870 - Il 9 novembre muore il figlioletto Dante con il quale il rapporto è particolarmente tenero. Il Carducci è duramente colpito dalla sua morte: torvo, lo sguardo fisso nel vuoto, si porta dietro il suo dolore ovunque, in casa, all'università, a passeggio. Nel giugno 1871 ripensando al figlio perduto compone "Pianto antico".

1872 - Durante il soggiorno bolgherese il Carducci conosce Maria Rosa Banchini, con la quale instaura osue Carducci nasce a Val di Castelio, piccoÌo borgo nel comune di Pietrasanta. in Versilia. il 27 iuglio 1835. Si trasferisce a Bolgheri tre anni clopo, quando Michele, i1 padre. ottiene la licenza di medico condotto nella contea cli Donoratico, proprietà delia fami.-elia Della Gherardesca. In questo ambiente Giosue trascone un'infanzia serena. improntata allo studio dei classici cheeglitrovanellalibleriapaterniì: "EioinsiemeolleoperedelMon:onilessi I'lliude, I'Eneitle, laGerusalentnte,LastoritL ronTana del Rollin e Lu Rivolu-ir.tne fi'ancese clel Thiers". 11 fanciullo Giosue vive il clima politico dellit prima metà dell'800; suo padre. ex carbonaro e fèrvente repubblicano. si scontra con Ia parte più conservatricc del borgo e con i rappr"esentanti delle autorità locali: i conti Della Gherardesca ed il parroco Don Bussotti. La notte del 21 maggio 1848 si sparano. in direzione della lìnestra dello studio del clottor Michele. le famose ficilate in seguito alle quali. la famiglia si trasferisce a Castagneto Marittimo dove risiede per circa un anno. Mentre il padre partecipa attivamente alle vicende politiche cast.ì-gnetane. sostenendo le ragioni del popolo nei moti rivoluzionari clel '48. i1 tredicenne Giosue va recitando presso le botteghe arti-eiane le poesie del Giusti. poeta satirico toscano, cui si ispira nei suoi primi componimenti poetici. Quando i conti Della Gherardesca. allontanatisi a segr-rito dei moti del '48, ricntrano a Casta-qneto Marittimo il dottor Michele è costretto a fuggire pt:r aver elargito. ir.r loro assenza. Ìe saccate di ter:ra ai braccianti e con la tamiglià si rifugia a Firenze. Qui Giosue completa gli studi classici presso i padri Scolopi cli San Giovannino ed incontra Elvira Menicucci, sua futura sposa. Accede per merito alla scuola Normale Superiore di Pisa dove nel 1855 si laurea a pieni voti in Filosofia e Filologia dopo solo due anni c1i studio. Ricopr:e brevi e sporadici incarichi nei licei della Toscana iìno a quando Terenzio Mamiani, ministro clella Pubblica Istruzione del Regno d'Italia, gli offre la cattedra di Eloquenza Italiana presso I'Università di Bologna, clove inse-una per.quarantequattro anni. Durante gli iinni dell'insegnamento universitario. partecipa alla vita politica ed intellettuale del tempol nel 1862, clop. la battaglia di Aspromonte, abbraccia con fervore gli ideaii repubbticani per poi mitigare. prima del 1890. le proprie iclee politiche e avvicinarsi ai valori monarchjci, ritenendo che in quel momento storico rappresentassero l'unica possibilitiì per mantenere l'Italia unita e laica. Nel 1890 è nominato senatore a vita per meriti letterari. Nel 1906 è il primo itaÌiano a ricevere il Premio Nobel per la letteratura. Muore a Bologna il 16 febbraio 1907. un’amicizia. Con il tempo si trasforma nel primo amore dell'adolescenza che sfocia in un finto matrimonio: un misto di fantasia giovanile e di colore paesano, celebrato a Bolgheri. Vent'anni dopo quel fantasioso matrimonio il Carducci, immerso nella nebbia di Bologna e con il pensiero fisso al sole di Bolgheri, compone l' "Idillio Maremmano".

1879 - Durante le “ribotte”, il poeta si incontra con gli amici castagnetani con i quali si intrattiene degustando piatti tipici locali, bevendo vino rosso, chiacchierando e recitando i numerosi brindisi composti per quelle occasioni conviviali.

1885 - Il poeta interpreta per la prima volta di fronte agli amici la poesia "Traversando la Maremma Toscana".

1886 - Carducci compone la bozza definitiva della poesia "Davanti San Guido",la poesia più famosa di Carducci in cui si coglie la consapevolezza di non poter più tornare indietro alla vita semplice di un tempo.
 
1894 - Termina la lunga serie di "ribotte" a Castagneto.E' l'ultimo atto conosciuto di un legame affettivo con la gente e i luoghi della sua Maremma. Le avvisaglie della malattia che già ci sono state, si materializzerenno 3 anni dopo quando Carducci resta irreversibilmente paralizzato.

1906 - Al poeta viene assegnato il Premio Nobel per la Letteratura. Le condizioni di salute non gli consentono di recarsi a Stoccolma per ritirare il premio che gli viene consegnato nella sua casa di Bologna.

1907 - Il 16 febbraio Giosuè Carducci muore nella sua casa di Bologna. I funerali si tengono il 19 febbraio e il Carducci viene seppellito alla Certosa di Bologna dopo varie polemiche.

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