Virgilio: pascoli, campagne e condottieri a Pietole

Virgilio: pascoli, campagne e condottieri a Pietole

Borgo Virgilio (Mantova)

...propter aquam, tardis ingens ubi flexibus errat Mincius et tenera praetexit harundine ripas. (Georg. III, 10-15)

Gli Scenari

In costruzione 

Da Andes a Pietole: i luoghi virgiliani 

Al di là dell'idea generica di mantovanità, desumibile dalle opere stesse del poeta, Virgilio non ci fornisce nessuna precisa indicazione sulla località in cui nacque e visse gli anni dell'infanzia, e dove verosimilmente la sua famiglia aveva una proprietà fondiaria.
A tale interrogativo suppliscono le antiche Vitae virgiliane, a cominciare dalla Vita Vergilii contenuta nella sezione De poetis del De viris illustribus di Svetonio, composto agli inizi del II sec. d.C., a più di un secolo dalla morte del poeta mantovano, sulla scorta di fonti di poco conto. Tra queste, si sono indicate, oltre a qualche aneddoto ripreso da Seneca il Vecchio, da Asconio Pediano e forse da altri autori, il commento antico alle sue opere e la loro interpretazione allegorico-biografica. Il lavoro di Svetonio è per noi perduto e ce ne sono giunti soltanto alcuni estratti inseriti negli additamenta di Girolamo al Chronicon di Eusebio, edito intorno al 380 d.C. Nella prefazione Girolamo dichiara di avere utilizzato direttamente Svetonio, ma non è da escludere che possa aver tenuto presente anche la Vita di Virgilio elaborata da Donato poco dopo la metà del IV sec. d.C.
La citazione di Girolamo è la seguente: "Vergilius Maro in pago, qui Andes dicitur, haut procul a Mantua nascitur, Pompeio et Crasso consulibus Idibus Octobribus"(Virgilio Marone è nato il 15 ottobre dell'anno in cui erano consoli Pompeo e Crasso - 70 a.C.- nel distretto rurale di Andes, non lontano da Mantova).

La prima identificazione di Andes con Pietole è documentata agli inizi del trecento con Dante
E quell’ombra gentil per cui si noma
Pietola più che villa mantoana,
del mio carcar diposta avea la soma
Purg., XVIII,82,83

Sulla scorta delle fonti antiche e medievali, nonchè sulla conoscenza diretta dei luoghi, Benzo di Alessandria riferisce nel Chronicon  (redatto tra il 1322 e il 1329): "Hanc civitatem praeterfluit amnis Mintius Padum influens, quam et minitissimam et inexpugnabilem reddit lacus eam ambiens; in suburbano quoque pago supra ripam ipsius lacus sito qui in Plectolis dicitur, natus  fertur fuisse Virgilius, urbis Mantuanae decus eximium, sicut et Veronae Catullus unde illud monosticon "Mantua Virgilio gaudet, Verona Catullo"

Dell'XI sec. è un documento relativo ai beni posti nella corte di Fornicata, i cui confini toccano in un tratto il fossatum quod vocatur Virgilii.
Nel 1072 la corte di Formicata viene donata da Beatrice di Canossa e dalla figlia Matilde al Monastero di Sant'Andrea di Mantova

Un Mons Virgilii tra Cerese e Pietole, compare nella documentazione mantovana a partire dal XIII sec e fino alla metà del XVI sec. Dopo questa epoca le memorie relative al poeta si concentrano intorno alla Villa gonzaghesca chiamata Virgiliana

Giovanni Boccaccio(1313-1375) nel suo De fluminibus, descrivendo il Mincio precisa che a Pietole vi è una piccola elevazione del terreno che è detta comunemente mons Virgilii, dove l'illustre poeta aveva il suo podere:" ...Equidem memorabilis Maroni Virgilii divino carmine decantatus et eius origine. Nam in Ando villa eius marginibus sita natum aiunt, aud plus II mil. passuum a Mantua: vocant tamen hodie Piectola, et gloriatur tanti vatis incolatu; ad cuius servandam memoriam parvo tumuloeis contiguo Virgilii montis imposuere nomen, asserentes ibidem agros fuisse suos..." 

" ...E chi dubita che i Mantovani , li quali ancora in Piettola onorano la povera casetta e i campi che fur di Virgilio, non avessero a lui fatta onorevole sepoltura, se Ottaviano Augusto, il quale da Brandizio a Napoli le sue ossa aveva trasportate, non avesse comandato quello luogo dove poste l'avea, volere loro essere perpetua requie?" (Trattatello in Laude di Dante a cura di P.G. Ricci,), ..." E di tanta eccellenzia furono e sono le opere da lui scritte che non solamente ad ammirazion di sé e in favor de la sua fama li prencipi del suo secolo trassero, ma esse hanno con seco insieme infino nè dì nostri fatta non solamente venerabile Mantova, sua patria, ma un piccolo campicello, il quale i Mantovani affermano che fu suo, e una villetta chiamata Piettola, nella quale dicono che nacque, fatta degna di tanta reverenzia, che pochi intendenti uomini sono che a Mantova vadano che quella quasi un santuario non visitino e onorino..."(Esposizioni sopra la Commedia di Dante a cura di G. Padoan). Da Tutte le opere di Giovanni Boccaccio a cura di Valerio Branca , Mondadori , 1974)

Le Bucoliche e Borgo Virgilio
(in costruzione)

Le Georgiche e Borgo Virgilio
(In costruzione)

I Forti, il Mincio e...l'Eneide 
Quell'io che già tra selve e tra pastori
di Titiro sonai l'umil sampogna,
e che, de' boschi uscendo, a mano a mano
fei pingui e colti i campi, e pieni i voti
d'ogni ingordo colono, opra che forse
agli agricoli è grata; ora di Marte
l'armi canto e il valor del grand'eroe che pria di Troia, per destino, ai liti
d'Italia...

Eneide, protasi, trad. di Annibal Caro

(In costruzione)








Testi da Virgilio ombra gentil, luoghi, memorie, documenti a cura di Carlo Togliani. Sometti, 2007


 
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