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Leopardi autografo. Rileggere il poeta attraverso i manoscritti

Leopardi autografo. Rileggere il poeta attraverso i manoscritti

Custodi di sensazioni. Testimoni di idee. Punto d’accesso privilegiato al laboratorio creativo dell’autore. I manoscritti autografi di Giacomo Leopardi, così come i documenti idiografi sono tutto questo e anche molto altro

19 Aprile 2021

ParkTime n. 13

Custodi di sensazioni. Testimoni di idee. Punto d’accesso privilegiato al laboratorio creativo dell’autore. I manoscritti autografi di Giacomo Leopardi, così come i documenti idiografi (allestiti, cioè, sotto la sua diretta sorveglianza) sono tutto questo e anche molto altro: sono una fonte preziosa di informazioni; sono una fondamentale risorsa filologica; sono la prova tangibile del modus operandi del poeta recanatese, fatto di scrittura, correzioni, aggiunte, varianti e commenti. È per conoscere, studiare, valorizzare e rendere fruibili questi straordinari documenti che il Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati ha dato il via nel 2017 al progetto Biblioteca Digitale Leopardiana, volto alla realizzazione di un portale digitale in cui offrire al pubblico, non soltanto specialistico, una intera collezione dedicata al poeta recanatese e alla sua famiglia, composta prioritariamente dalle riproduzioni e dalle schede catalografiche dei manoscritti autografi di Giacomo Leopardi.
In prospettiva futura, è negli intenti del Centro arricchire questo primo importante nucleo corredando i materiali presentati con specifiche sezioni di commento ad essi dedicate, e arricchendo il tutto con evidenze tratte anche dagli stampati, dai postillati, dalle pubblicazioni, dagli studi, dalle edizioni critiche e dall’iconografia della e sulla famiglia Leopardi. Primo ente coinvolto nel progetto è stato la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, presso la quale uno specifico gruppo di lavoro, guidato dalla Dott.ssa Fabiana Cacciapuoti, sta realizzando queste operazioni sull’imponente fondo manoscritto ivi conservato, composto da circa 3000 carte oltre alle 4.526 pagine dello Zibaldone, in seguito a uno specifico accordo siglato tra il CNSL e l’allora direttore dell’Istituto, la Dott.ssa Simonetta Buttò. 

 Al fine di contribuire alla completezza dell’operazione, per il triennio accademico 2018/2021, la Scuola di Dottorato dell’Università degli Studi di Macerata, nella persona della responsabile scientifica, Prof.ssa Laura Melosi, ha avviato i lavori per il censimento, la catalogazione, la metadatazione e la digitalizzazione di quella importante sezione di autografi che non sono conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli ma si trovano disseminati in oltre 80 enti italiani e internazionali, e pertanto definiti “extra-napoletani”. L’attività dottorale, affidata a Gioele Marozzi, è inserita nell’ambito del programma di ricerca applicata Eureka promossa della Regione Marche ed è stata cofinanziata da Filippetti Spa, azienda leader nel settore della digital transformation; essa, inoltre, come del resto il progetto nel suo complesso, rientra nell’importante agenda di iniziative promosse dal Comitato Nazionale per il Bicentenario de L’infinito di Giacomo Leopardi, istituito nel gennaio 2019 con decreto ministeriale su iniziativa del presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, dott. Fabio Corvatta, e primo designato in Italia per la celebrazione dell’anniversario di una singola opera poetica. 

 Grazie a un’apposita convenzione siglata tra l’Università di Macerata e l’ICCU – Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane, le schede catalografiche dedicate agli autografi extra-napoletani compariranno tra i Progetti Speciali di ManusOnLine, applicativo di catalogazione e consultazione dei manoscritti specificamente ideato dall’ICCU per questo particolare tipo di documenti, e seguirà il protocollo di InternetCulturale (mediateca di ICCU) per corredare le descrizioni di immagini tratte direttamente dagli originali. Lo scopo principale dell’intero progetto Biblioteca Digitale Leopardiana, infatti, è quello di contribuire, attraverso le varie attività, alla conoscenza e alla salvaguardia dei manoscritti di Giacomo Leopardi, cercando contestualmente di eliminare le distanze che separano documenti e studiosi grazie all’inserimento in un unico canale di quante più informazioni possibili, peraltro continuamente aggiornabili a garanzia di scientificità e ricchezza contenutistica. 

 Anche il Comune di Recanati, città natale del grande poeta, partecipa al progetto in generale, e alla sezione extra-napoletana in particolare, con la propria collezione, attualmente conservata presso le sale museali di Villa Colloredo Mels e presentata al pubblico nella sezione espositiva permanente dell’istituzione dedicata alla figura di Giacomo Leopardi. I documenti custoditi dal Comune di Recanati sono di grandissima importanza e costituiscono una delle raccolte leopardiane principali attualmente note per consistenza e prestigio dei pezzi stessi. Proprio per la sua peculiare fisionomia di collezione non completamente autografa, infatti, il fondo leopardiano del Comune presenta caratteri di notevole interesse, dal momento che si compone di prime edizioni di opere del poeta, di ritratti, di appunti di grandi autori del XX secolo, così come di manoscritti apografi o idiografi di primario rilievo, quali quelli del Il tramonto della luna o de La ginestra. Quando ai materiali autografi, invece, presso Villa Colloredo Mels è possibile ammirare e studiare ben 8 documenti: 6 lettere a vari destinatari, tra cui il famoso editore Antonio Fortunato Stella di Milano e il letterato Bartolomeo Borghesi, uno dei 3 manoscritti attualmente noti del Saggio sopra gli errori popolari degli antichi (di mano di un copista di casa Leopardi, ma con annotazioni autografe di Giacomo) e un piccolo appunto, originariamente conservato in album, che attraverso una citazione tratta (e leggermente rielaborata) da Francesco Petrarca testimonia l’interesse di Leopardi per i temi dell’immenso e dell’infinito, condensati nel più noto dei suoi idilli, L’infinito appunto, che con la sua inarrivabile vetta lirica riesce costantemente a sorprendere e toccare le corde più intime di ciascun lettore.
Gioele Marozzi, Università di Macerata

 Il Parco Letterario “G. Leopardi” rappresenta un elemento di congiunzione ideale tra la poetica di Leopardi e i suoi luoghi fisici, che caratterizzano e rendono unica la nostra Città” - dichiara Rita Soccio, Assessora alle Culture del Comune di Recanati - “Non a caso il Parco è posto sul famoso colle del Monte Tabor dove il Poeta trasse l’inspirazione per l’Idilio forse più noto de L’Infinito. Il Colle dell’Infinito è anche un luogo dell’anima dove la poesia e la bellezza si percepiscono e si colgono ad ogni passo e che si specchia nell’altro luogo caro alla cultura recanatese di Villa Colloredo Mels, dove risiedono non solo i preziosi documenti leopardiani ma anche le importanti opere di Lorenzo Lotto. Cultura e bellezza, poesia e paesaggio sono un patrimonio comune delle nostre comunità ma sono anche fonte di ben-essere psico-fisico per tutti noi, ed è questa la prossima sfida che lanciamo da Recanati passeggiando sul Colle dell’Infinito.


Riproduzione riservata © Copyright I Parchi Letterari

Fotografie di Gioele Marozzi

Link utili: 

1. CNSL: http://www.centrostudileopardiani.it/
2. Unimc: https://www.unimc.it/it
3. Museo Civico Villa Colloredo www.infinitorecanati.it/il-circuito/museo-civico-villa-colloredo-mels/
4. ICCU: https://www.iccu.sbn.it/it/
5. ManusOnLine: https://manus.iccu.sbn.it/
6. InternetCulturale: https://www.internetculturale.it/

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