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La mano di Francesco Petrarca

La mano di Francesco Petrarca

Nel Museo della città di Portogruaro pare nascondersi un mistero di una mano di mummia ignota, che sia quella di Francesco Petrarca rubata dal frate portogruarese Tommaso Martinelli? Ne parliamo con la guida turistica Mariangela Flaborea.

13 Settembre 2021

ParkTime Magazine n. 16

Nei giorni 17 e 18 luglio 2021 ad Arquà Petrarca si sono svolti alcuni eventi per commemorare la morte di Francesco Petrarca avvenuta nel 1374 nella sua casa sui Colli Euganei 

La sera del 17 è stato presentato un libro Il frate, il conte e l'antropologo. Tre personaggi in cerca di Francesco Petrarca in Arquà, del Professore Claudio Povolo. Il frate del titolo è Tommaso Martinelli di Portogruaro, che nel 1630 ha rubato il braccio destro del poeta Francesco Petrarca, di cui si sono perse le tracce. 

Ne ho parlato con la guida turistica Mariangela Flaborea che lavora anche in questa città, per saperne un po' di più e lei mi ha subito informato di una cosa molto curiosa, anche un po’ macabra, ma la faccio raccontare da lei direttamente. 

INTERVISTA 

Claudia: Ciao Mariangela, mi hai parlato di una mano di mummia ignota che avrebbe a che fare con Petrarca, ma di cosa si tratta esattamente? E prima di tutto dove si trova? 

Mariangela: Ciao Claudia. Quando ho conosciuto il Parco letterario ti ho subito pensata. Pensa che nella duecentesca Torre di Sant’Agnese, uno degli edifici più antichi di Portogruaro proprietà del comune dal 1987, è allestito un Museo della città, inaugurato nel 1999. 

Qualche anno dopo venne siglata una collaborativa intesa tra l’amministrazione comunale e la direzione del Museo Nazionale Concordiese, in base alla quale l’ente statale prestò al comune i materiali non archeologici che, fino ad allora, erano rimasti relegati sugli scaffali del deposito del museo. 

L’importante sede espositiva era infatti nata alla fine dell’Ottocento per conservare ed esporre reperti di epoca romana e tardo antica legati alla storia della vicina colonia di Iulia Concordia, attuale Concordia Sagittaria, non quelli relativi alle epoche successive. L’accordo tra enti ha permesso così di recuperare, ripulire, catalogare e valorizzare molti oggetti e documenti relativi alla storia di Portogruaro e del suo territorio, finalmente messi a disposizione dei visitatori nel Museo della Città in Torre di S. Agnese. I materiali esposti sono eterogenei ed abbracciano un arco storico che parte dal Medioevo per arrivare ai primi decenni del Novecento; l’esposizione, strutturata in ordine cronologico, apre una serie di finestre su aspetti di vita locale, di ambito pubblico, privato, civile e religioso. Vi sono opere lapidee, quali stemmi, patere e statue, ceramiche e vetri settecenteschi, manoscritti, stampe, libri, vecchie fotografie, armi ed utensili in metallo, monete e sigilli appartenuti ai vescovi concordiesi. 

Claudia: E quindi in mezzo a tutti questi oggetti, cosa ci fa una mano di una mummia? E perché viene attribuita proprio al Petrarca? 

Mariangela: Dario Bertolini (1823-1894), fondatore e primo conservatore del Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro, catalogò come “mano di mummia ignota” un arto mummificato conservato tra i materiali non archeologici nel magazzino del suddetto museo. 

Tra i materiali concessi al Museo della Torre c’era anche una mano destra mummificata, di colore nero con sfumature marrone scuro, distaccata con attenta cura dal polso. Dal palmo si possono osservare sia l’epidermide che gli strati sottostanti con muscoli e ossa. Sul dorso è stato applicato un tessuto, posato probabilmente per saldare delle parti in distaccamento, sul quale è applicata un’etichetta bianca bordata di blu con riportato il numero di inventario. Il tessuto presenta trama e ordito fini e regolari, perciò dovrebbe risalire ad un’epoca industriale e quindi databile dal 1870 in avanti. 

Claudia: Viene associata a Petrarca allora proprio per il fatto che il frate che (forse è in più questo che?), con la complicità di alcuni paesani, ruppe uno spigolo dell’arca che conteneva i resti del Petrarca e trafugò il braccio destro della salma?

Mariangela: Si, esatto. Tommaso Martinelli era originario di Portogruaro e, qualche anno dopo il furto, perdonato dalle autorità ecclesiastiche, rientrò nella città natale con la carica di priore dei domenicani nel convento di San Giovanni Evangelista. 

Che il frate avesse portato con sé un ricordo dalla terra padovana? 

Fatto sta che una ventina di anni fa il reperto venne visionato da parte di alcuni studiosi. Anche alcune scuole del portogruarese si recarono al Museo della Città per conoscere la storia della profanazione della tomba del poeta, ad Arquà. Le straordinarie coincidenze incuriosirono la Pro Loco, ente gestore del Museo della Città, che coinvolse nella valutazione del reperto l’ingegner Sandro Bassetti, esperto del settore. Egli analizzò la mano, per altro in cattivo stato di conservazione, ed escluse alcune possibili ipotesi sul suo utilizzo. 

Non poteva essere una “mano di gloria” utilizzata dagli alchimisti nei propri esperimenti, perché come feticcio essi utilizzavano l’arto sinistro, non poteva essere stata una reliquia, perché il museo non l’avrebbe accettata, né catalogata come anonima. Talvolta venivano amputate le mani agli impiccati, ma certo non venivano ricomposte così ordinatamente, le si lasciavano volutamente contratte dal dolore. 

Claudia: Ah quindi neanche questa volta abbiamo trovato questo braccio del poeta! 

Mariangela: per produrre delle valutazioni ed ipotesi più attendibili la mano andrebbe attentamente fotografata, misurata, pesata, ispezionata al microscopio elettronico, sottoposta ad analisi patologica per definire età e sesso dell’individuo e soprattutto andrebbe eseguita l’analisi al Carbonio 14 per attribuire una datazione precisa. Tutti i dati si potrebbero allora comparare con i resti del Petrarca. Una indagine approfondita permetterebbe anche di capire se possa essere una mano di mummia egizia. 

Lo studioso ha comunque elaborato un’ipotesi suggestiva ed anche credibile, collegando il reperto a degli esperimenti condotti intorno alla metà dell’Ottocento dal dottor Segato con il farmacista Bartolomeo Zanon, entrambi bellunesi. Sono stati infatti ritrovati pezzi simili, probabilmente dispersi dopo la scomparsa degli ultimi eredi dello Zanon. 

Non si potrebbe pensare che qualcuno alla fine dell’Ottocento abbia voluto liberarsi di un pezzo così particolare donandolo al Museo Archeologico di Portogruaro, allora appena fondato? E se invece la mano fosse proprio quella del Petrarca? 

Solo un’indagine accurata e scientifica potrebbe confermare un fatto così eclatante. 

Mariangela Flaborea
Ha iniziato come guida volontaria del GRAVO (Gruppo Archeologico del Veneto Orientale) e poi ha sostenuto vari esami di abilitazione per la professione di guida turistica del Veneto Orientale, di Venezia e della regione Friuli Venezia Giulia. Da brava concordiese è appassionata di archeologia e, fin dall’inizio, si è dedicata in particolare alle visite didattiche e ad attività di laboratorio con le scolaresche. Le abilitazioni che ha conseguito le consentono di muoversi tra Veneto e Friuli: l’interesse per l’archeologia da Concordia Sagittaria la porta fino ad Altino, Caorle, Aquileia e Grado, ma la affascina anche l’epoca medievale, con i borghi di Cordovado, San Vito al Tagliamento, Valvasone, Strassoldo, per arrivare fino a Portogruaro, Pordenone, Palmanova, cittadine che, anche se in epoche diverse, furono in qualche modo legate alla Serenissima Repubblica di Venezia. La voglia e la passione, anche dopo parecchi anni, sono da stimolo per preparare nuove mete da proporre a gruppi, scolaresche, singoli visitatori, che vanno progressivamente ad arricchire gli itinerari.
Contattatela! Tra i tanti itinerari noi del Parco Letterario l'abbiamo vista all'opera a Cordovado, sulle orme di Ippolito Nievo e le "Confessioni di un italiano"
mariangelaflaborea@gmail.com 

VISITA MUSEO DELLA CITTA’ DI TORRE SAN’AGNESE 
L’apertura del Museo è garantita grazie alla collaborazione dell’Associazione Pro Loco di Portogruaro che ha gentilmente fornito le informazioni relative alla discussa “mano del Petrarca”.
Indirizzo: Via del Rastrello, 30026 Portogruaro VE, Italia 
Tel. 0421-72553 negli orari di apertura del Museo oppure Tel. 0421-277.230/231 (Uff. Cultura del Comune di Portogruaro: dal lunedì al venerdì 9.30-12.30 – lunedì e mercoledì anche 15.00-17.00) 
Email:cultura@comune.portogruaro.ve.it 
https://www.comune.portogruaro.ve.it/it/page/museo-della-citta
fb @ilmuseodellacitta


foto: 
Mano: Proloco di Portogruaro
Mariangela Flaborea: Claudia Baldin
Torre di Sant'Agnese: sito del comune di Portorgruaro

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