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I falò di Sant'Antonio abate a Galtellì

16 Gennaio 2019

16 e 17 gennaio, Galtellì. Con Sant’Antonio, il 16 e il 17 gennaio, si dà avvio allo spettacolare scenario di feste e celebrazioni che si perpetua da secoli, sempre con la stessa emozione e suggestione.
Galtellì, Parco Letterario Grazia Deledda
"Una sera di gennaio Fancin il famiglio, che sonnecchiava nascosto fra la parete della stalla e i fianchi caldi ed elastici della vacca rossa stretta a sua volta dai mucchi grigi e neri delle sue compagne, fu svegliato dalle voci delle donne che parlavano di Sant’Antonio abate protettore delle acque, del fuoco e delle bestie. La voce maschia della vecchia padrona pronunziava anche il nome di Fancin; Fancin quindi stette immobile ad ascoltare...." Grazia Deledda, Le bestie parlano, Il cedro del Libano (1939)

Con Sant’Antonio, il 16 e il 17 gennaio, si dà avvio allo spettacolare scenario di feste e celebrazioni che si perpetua da secoli, sempre con la stessa emozione e suggestione.
"Sant'Antoni chi su focu 
Nos as dadu pro amore: 
Pro sa pache in d'onzi lucu,
fache tue s'intertzessore."
 
Paese di forti tradizioni religiose, Galtellì riserva una particolare attenzione alle feste più sentite che scandiscono nel corso dell’anno la devozione popolare. Con Sant’Antonio Abate, il 16 e il 17 gennaio, si dà avvio allo spettacolare scenario di feste che si perpetua da secoli, sempre con la stessa emozione e suggestione. Ai falò che si accendono nei diversi rioni, si accompagnano dolci ( il tipico “cocconeddos e pistiddu”) e vino. Dalla direzione del fumo si traevano auspici per l’annata agraria, mentre le ceneri venivano raccolte a scopo terapeutico contro le malattie addominali dei bambini.
 
" La leggenda, racconta che Sant'Antonio avrebbe rubato una favilla incandescente dal Regno degli Inferi per regalarla all'umanità, dotandola, così, del fuoco.
La notte del 16 gennaio si chiedono al Santo grazie e miracoli in un contesto quasi magico, dominato dall'imponente falò che consuma enormi cataste di legna. Tre giri intorno al falò e dopo il rito liturgico e la benedizione del fuoco, i partecipanti raccolgono i ramoscelli di rosmarino, stazionano di fronte ad esso, intenti ad intessere conversazioni, gustare dolci ed assaporare vini offerti dalla comunità. Il fuoco ardera' tutta la notte...Si prepara per la sera del 16 la cena, rigorosamente 'ava chin ossica' ( fave con carne di maiale e patate )...Una preparazione particolare che inizia con la salatura della carne. ..Essa riposa e acquista un gusto nuovo dato dalla sapidità...Importanti tradizioni che nelle nostre Comunità sono fortemente radicate, oggi come allora grazie all'impegno di tante persone ....
"
Giovanni Santo Porcu , Sindaco di Galtellì  

In occasione dei festeggiamenti in onore di Sant'Antonio, alle ore 16:00 Sos Cantores de Garteddi animeranno la Santa Messa presso il Camerone Camedda. Nel rispetto della tradizione Galtellinese, oltre ai canti previsti dall'Ordinario, sarà anche l'occasione per ascoltare i Gotzos in onore de "Santu Antoni de su 'ocu".
… e sentirai l’eco di antichi riti 
emergere dal crepitare dei fuochi,
dai suoni cupi dei campanacci, 
dai canti…
"

I falò di Sant'Antonio abate a Galtellì - Foto 1I falò di Sant'Antonio abate a Galtellì - Foto 2I falò di Sant'Antonio abate a Galtellì - Foto 3I falò di Sant'Antonio abate a Galtellì - Foto 4
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