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44 anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini

02 Novembre 2019

2 novembre, 44 anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini. Con un "Saluto a Pierpaolo" alle 10.00 presso il CHM Lipu Ostia, Parco Letterario Pier Paolo Pasolini, si inaugurano i tre appuntamenti di "Questo è il tempo in cui attendo la grazia"

2 novembre. 44 anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini 

Il Centro Habitat Mediterraneo Lipu Ostia, Parco Letterario Pier Paolo Pasolini, inaugura con una lettura pasoliniana a cura di Gabriele Portoghese

Questo è il tempo in cui attendo la grazia 

Il Teatro di Roma , il Teatro del Lido di Ostia,  il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone e il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa dedicano un omaggio a Pier Paolo Pasolini 

L’omaggio a Pasolini si apre con Un saluto a Pier Paolosabato 2 novembre (ore 10.00) al Parco Letterario Pier Paolo Pasolini di Ostia (in Via dell’Idroscalo 170). 

Un appuntamento emozionante con la memoria e il ricordo del grande intellettuale, artista e poeta, per riscoprirne anche alcuni versi con Gabriele Portoghese che leggerà le poesie Una disperata vitalità e Un affetto e la vita. (11.00)

Il consueto appuntamento che ci vede riuniti tutti gli anni con Mario Rosati, autore del monumento a Pasolini. Un momento di ricordo che abbraccia cittadiniscrittoripoeti e artisti che porteranno la propria testimonianza come negli anni passati con il poeta Silvio Parrello, la scrittrice Michela Zanarella, Grazia Gasparro, Massimo Mancini, Alba Montori della Associazione Fondazione Luciano Massimo Consoli, Stanislao de Marsanich e tanti altri amici. (Ore 10.00)

QUESTO È IL TEMPO IN CUI ATTENDO LA GRAZIA è un omaggio a Pier Paolo Pasolini in tre tappe; uno spettacolo a firma di Fabio Condemi e Gabriele Portoghese che ci portano nei luoghi che hanno segnato l’esistenza del poeta.

Un viaggio a ritroso che parte da Ostia (al Teatro del Lido il 2 novembre ore 20), passando per Roma, (al Teatro India il 3 novembre ore 21), per terminare nella regione della sua infanzia friulana (al Verdi di Pordenone il 5 novembre). 

Lo spettacolo QUESTO È IL TEMPO IN CUI ATTENDO LA GRAZIA propone una biografia onirica e poetica di Pasolini attraverso le sue sceneggiature pensata da Gabriele Portoghese, interprete della pièce e drammaturgo insieme a Fabio Condemi, anche regista. "Sfogliando una sceneggiatura di Pasolini entriamo immediatamente nella sua officina poetica. Lo sguardo su un mondo (quello contadino e preindustriale) che sta scomparendo, le periferie come luoghi di disperata e ultima ricerca della grazia, le “folgorazioni figurative” per i pittori medievali e manieristi studiati sotto la guida di Roberto Longhi. Questo è il materiale col quale ci vogliamo confrontare: non il suo cinema (cioè il prodotto definitivo delle sceneggiature) ma il suo sguardo sempre lucido e sorprendente – raccontano Fabio Condemi e Gabriele Portogheseuno sguardo in continuo movimento, pieno di echi antichissimi e sempre pronto a cogliere attorno a sé autentici momenti di grazia e di vita. Uno sguardo che ci riguarda, sempre"

Il tema dello sguardo è un punto centrale dello spettacolo, così come riflettono ancora Fabio Condemi e Gabriele Portoghese: "Si comincia col bambino che vede il mondo, la luce, la natura, sua mamma per la prima volta (Edipo) e si prosegue con lo sguardo antico e religioso sul mondo del Centauro (Medea) e si arriva fino allo sguardo su un’Italia imbruttita dal nuovo fascismo consumista (la forma della città) passando per la “disperata vitalità” presente nel fiore delle Mille e una notte e per la scena della Ricotta nel quale il regista viene intervistato e recita “io sono una forza del passato”. I termini “vede”, “come visto da”, “vediamo”, “guarda”, “Attraverso gli occhi di…” compaiono molto spesso in tutti i testi scelti e creano questo filo rosso sul tema del vedere che è molto importante in un periodo nel quale la capacità di guardare le cose si è atrofizzata. Per questo il materiale letterario che abbiamo scelto è tratto dalle sceneggiature dove, a nostro parere, questa capacità di guardare noi stessi e la realtà raggiunge livelli di chiarezza e di bellezza letteraria"

Il titolo dello spettacolo è tratto da un verso della poesia di Pasolini, Le nuvole si sprofondano lucide, inserita nella raccolta Dal diario (1945-1947), Salvatore Sciascia, Caltanissetta maggio 1954. 

"La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita: ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi (e non più ormai modificabili da altri possibili momenti contrari o incoerenti), e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo, e dunque linguisticamente ben descrivibile (nell’ambito appunto di una Semiologia Generale). Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci. Il montaggio opera dunque sul materiale del film (che è costituito da frammenti, lunghissimi o infinitesimali, di tanti piani-sequenza come possibili soggettive infinite) quello che la morte opera sulla vita.’’ Pier Paolo Pasolini Tratto da: Empirismo Eretico, Garzanti 1972

Teatro del Lido, Ostia, 2 novembre 

Teatro India, Roma, 3 novembre

Teatro Comunale Giuseppe Verdi, Pordenone, 5 novembre 

La partecipazione al consueto appuntamento nel Parco Letterario è libera

Per info e biglietti per le date al Teatro India, Teatro del Lido di Ostia e Teatro Comunale Giuseppe Veri di Pordenone vedi:

www.teatrodiroma.net

www.teatriincomune.roma.it

Teatro Comunale Giuseppe Verdi Pordenone



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