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I falò di Sant'Antonio Abate a Galtellì, Parco Deledda

16 Gennaio 2020

16 e 17 gennaio, Galtellì. Per Sant’Antonio il 16 gennaio inizia lo spettacolare scenario di feste e celebrazioni che si perpetua da secoli con la stessa emozione e suggestione:"Sant'Antoni chi su focu/ Nos as dadu pro amore..."

I falò di Sant'Antonio abate a Galtellì

Parco Letterario Grazia Deledda

"Una sera di gennaio Fancin il famiglio, che sonnecchiava nascosto fra la parete della stalla e i fianchi caldi ed elastici della vacca rossa stretta a sua volta dai mucchi grigi e neri delle sue compagne, fu svegliato dalle voci delle donne che parlavano di Sant’Antonio abate protettore delle acque, del fuoco e delle bestie. La voce maschia della vecchia padrona pronunziava anche il nome di Fancin; Fancin quindi stette immobile ad ascoltare...." Grazia Deledda, Le bestie parlano, Il cedro del Libano (1939)

Per Sant’Antonio Abate, il 16 e il 17 gennaio il borgo di Galtellì diventa lo spettacolare scenario di feste e celebrazioni che si perpetuano da secoli, sempre con la stessa emozione e suggestione.

"Penitente prodigiosu
Santu senza simizante
     Dade nos grassia bundante
     Antoni Santu dicciosu ..."

Paese di forti tradizioni religiose, Galtellì riserva una particolare attenzione alle feste più sentite che scandiscono nel corso dell’anno la devozione popolare.

Ai falò che si accendono nei diversi rioni, si accompagnano dolci ( il tipico “cocconeddos e pistiddu”) e vino. Dalla direzione del fumo si traevano auspici per l’annata agraria, mentre le ceneri venivano raccolte a scopo terapeutico contro le malattie addominali dei bambini.

" La leggenda, racconta che Sant'Antonio avrebbe rubato una favilla incandescente dal Regno degli Inferi per regalarla all'umanità, dotandola, così, del fuoco. La notte del 16 gennaio si chiedono al Santo grazie e miracoli in un contesto quasi magico, dominato dall'imponente falò che consuma enormi cataste di legna. Tre giri intorno al falò e dopo il rito liturgico e la benedizione del fuoco, i partecipanti raccolgono i ramoscelli di rosmarino, stazionano di fronte ad esso, intenti ad intessere conversazioni, gustare dolci ed assaporare vini offerti dalla comunità. Il fuoco ardera' tutta la notte

...Si prepara per la sera del 16 la cena, rigorosamente 'ava chin ossica' (fave con carne di maiale e patate )...Una preparazione particolare che inizia con la salatura della carne. ..Essa riposa e acquista un gusto nuovo dato dalla sapidità...Importanti tradizioni che nelle nostre Comunità sono fortemente radicate, oggi come allora grazie all'impegno di tante persone ...." Giovanni Santo Porcu , Sindaco di Galtellì  

In occasione dei festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Sos Cantores de Garteddi animeranno la Santa Messa delle 17.00. Nel rispetto della tradizione Galtellinese, oltre ai canti previsti dall'Ordinario, sarà anche l'occasione per ascoltare i Gotzos (canti devozionali e paraliturgici in lingua sarda) in onore de "Santu Antoni de su 'ocu".

… e sentirai l’eco di antichi riti 
emergere dal crepitare dei fuochi,
dai suoni cupi dei campanacci, 
dai canti…"


I falò di Sant'Antonio Abate a Galtellì, Parco Deledda - Foto 1I falò di Sant'Antonio Abate a Galtellì, Parco Deledda - Foto 2I falò di Sant'Antonio Abate a Galtellì, Parco Deledda - Foto 3I falò di Sant'Antonio Abate a Galtellì, Parco Deledda - Foto 4I falò di Sant'Antonio Abate a Galtellì, Parco Deledda - Foto 5
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