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4 -5 marzo: Ippolito, Stanislao Nievo e I Parchi Letterari

05 Marzo 2020

Il 4 marzo 1861 salpava da Palermo il battello Ercole con a bordo Ippolito Nievo. Il 5 marzo 1961 il pronipote Stanislao aprì le indagini sulla morte misteriosa dell'autore delle Confessioni di un italiano...

4 -5 marzo: Ippolito, Stanislao Nievo e I Parchi Letterari

"Io nacqui veneziano ai 18 ottobre del 1775, giorno dell’evangelista san Luca; e morrò per la grazia di Dio italiano quando lo vorrà quella Provvidenza che governa misteriosamente il mondo..." Ippolito Nievo, incipit de Le Confessioni di un italiano (Le Monnier, pubblicato postumo, 1867)

"Il 4 marzo 1861 era lunedì. Su Palermo splendeva il sole. La prima brezza di primavera striava appena il cielo..." Stanislao Nievo, incipit de Il prato in fondo al mare, Marsilio 1974

Il 4 marzo 1861 salpava da Palermo il battello a vapore Ercole. A bordo era imbarcato il trentenne Ippolito Nievo diretto a Napoli con i documenti contabili della spedizione dei Mille per cui ricopriva la carica di Vice Intendente. Carte probabilmente compomettenti su cui il giovane Nievo aveva scritto un rendiconto per dimostrare il buon operato dell'’Intendenza coinvolta, suo malgrado, nella lotta fra le fazioni che contrapponevano Cavour e Garibaldi.

L'Ercole naufragò di fronte alla costa napoletana nel corso di una violenta tempesta senza lasciare tracce nè supertiti. Non fu aperta nessuna seria inchiesta fino al 5 marzo 1961 quando il pronipote Stanislao venne abbagliato da un flash che interpretò come un invito ad aprire le indagini su quella morte misteriosa e ripercorrere i sentieri tracciati da Ippolito.

Portogruaro, Cordovado, Venchieredo sono solo alcune delle località raccontate in quello che è uno dei capolavori della letteratura italiana scritto a soli 28 anni nel bel mezzo degli impegni risorgimentali cui il Nievo garibaldino partecipò attivamente.

Chi non ha mai sognato di ritrovarsi mella maestosa cucina di Fratta o rivivere i luoghi e le avventure di Carlino Altoviti? Stanislao Nievo lo fece e anzi per reagire al terribile terremoto del Friuli del 1976 che causò la distruzione del Castello di Colloredo dove Ippolito scrisse le Confessioni, si inventò I Parchi Letterari per fare rinascere i luoghi descritti dal Suo Avo. 

Oggi I Parchi Letterari si sono evoluti parecchio ma l'idea di Stanis è sempre presente in tutti noi e in un momento così difficile vogliamo riprendere il messaggio dei due Nievo e rilanciarlo in tutta Italia.

Suggerire ai ragazzi di leggere o rileggere  le Confessioni non vuol dire solo riscoprire un romanzo che bisogerebbe tenere a portata sul comodino (io lo faccio e ogni tanto ne rileggo un pò, ndr), ma immergersi in temi come l'amore, il paesaggio, la storia e l'avventura con una straordinaria apertura alle idee di libertà conquistate con lotte e sacrifici.  E' una presa di coscienza della maturazione civile del nostro Paese che oggi rilanciamo con orgoglio con la volontà di affrontare uniti questo momento e ricominciare tutti insieme nel più breve tempo possibile.

Da subito.

I Parchi Letterari - Cultura delle Comunità

Stanislao de Marsanich





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