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We wish you an indie Christmas

23 Dicembre 2020
We wish you an indie Christmas
Una carrellata delle canzoni indie dedicate al Natale per continuare a far festa anche ad un metro di distanza tra le persone

Indie è una terminologia sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori, specie dopo la rivelazione dei nomi dei prossimi concorrenti della 71esima edizione del Festival di Sanremo. Willie Peyote, Come_Cose, La Rappresentante Di Lista, Gio Evan, soggetti (volanti) non indentificati perlopiù sconosciuti a chi è rimasto ancorato ad una visione della musica old style e non perfettamente al passo coi tempi. 

In realtà l'Indie si è sparso a macchia d'olio nel nostro Paese, muovendosi sornione in principio, per poi imperversare con tutto il suo fascino falsamente teen-oriented. Con questo articolo cerco di approfondire il misfatto accostando questa corrente alla madre di tutte le festività: il Natale. L'argomento non è poco avvezzo ad essere oggetto della fucina degli artisti italiani. Basti ricordare esempi lampanti ed emblematici come Gesu' Bambino di Francesco De Gregori e Le Luci Di Natale degli 883, canzoni in cui domina incontrastato il credo del "vogliamoci bene".

La domanda a cui cercherò di rispondere è: può essere congeniale il rapporto tra un tema come il Natale e una musica profana come l'Indie? Furono già I Cani nel loro album d'esordio a raccontarci una storia a tinte agrodolci ne Il Pranzo Di Santo Stefano, dove viene minuziosamente illustrato l'imbarazzo di un novello fidanzato invitato per la prima volta a trascorrere le vacanze natalizie con la famiglia di Claudia, la sua dolce metà. Senza possibilità di fuga, quindi, si sottopone alle curiose analisi delle zie di Firenze e dei cugini, che avevano i nomi fuori moda dei nonni. La relazione sarà destinata a naufragare. I pranzi di famiglia no. 

Con verve spumeggiante i Management Del Dolore Post-Operatorio (oggi semplicemente Management), mettono al centro della canzone La Rapina Collettiva un bambino, immagine dell'innocenza, che gioca alla guerra coi pastorelli del presepe, mentre la mamma mangia il pandoro e in televisione c'è il Papa che fa il suo discorso in diretta. Gli occhi ingenui del fanciullo scambiano quella figura per Babbo Natale. Uno spaccato che ci stampa un sorriso sulle labbra.

Altra doverosa diapositiva è l'adolescente caratterizzato in maniera accurata dai The Zen Circus in Canzone Di Natale che prega la nonna affinché gli regali i contanti e non il solito paio di guanti. Una vicenda amara e cruda, ma narrata con il tipico piglio disinvolto che è da sempre il marchio di fabbrica della band pisana. 

L'apoteosi della tristezza è Natale dei Fine Before You Came che descrive un rapporto agli sgoccioli e il tentativo del protagonista di salvarlo in extremis addobbando l'albero, ma anche stavolta il passo sarà completamente ignorato da lei, che si allontanerà da lui sempre di più, dapprima sentimentalmente e infine fisicamente. La solitudine sgorga copiosa a tempo di Emo-Rock. 

In questo caustico 2020 ci pensano le milanesi Go Go Ponies a imbrattare di Indie il Natale puntando sulla carta vincente dell'eccesso. Nella loro It's Christmas (But I Don't Carey), uscita il 5 dicembre su tutte le piattaforme digitali, si accostano alla "divina" Mariah con ironia ed un irresistibile sex appeal. Una traccia scatenata che instilla in ognuno di noi la voglia di far festa. Mantenendo comunque un metro di distanza tra le persone.

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