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Il primo discorso di Gabriele d’Annunzio in radiodiffusione

10 Febbraio 2021
Il primo discorso di Gabriele d’Annunzio in radiodiffusione
Lettera inedita di Gabriele d’Annunzio al Comandante Castracane degli Antelminelli. di Sylvie Freddi

Il 13 febbraio è la giornata mondiale della radio. Premiamo un pulsante, sfioriamo lo schermo o parliamo all’assistente intelligente che ci aiuta a fare di tutto con i nostri dispositivi e la radio si accende. Ma non è da molto che siamo connessi.

Nel XIX sec. compare il telegrafo con il codice morse, poi con lo scienziato Guglielmo Marconi arriva la radio e la voce umana inizia ad andare in giro per il mondo.

Caro compagno, ti prego di tener pronto un MAS perché possa partire alle ore 13 e 30’ circa seguendo il yacht di Guglielmo Marconi dove io sarò imbarcato.
Eseguito l’esperimento al largo io scenderò nel MAS per tornare a riva, e l’Elettra proseguirà la sua rotta
Ti prego di assicurarmi
Grazie infinite Il tuo Gabriele d’Annunzio
Fiume, 23 settembre 1920

Le mie mani tremano, mentre leggo la copia della lettera che d’Annunzio fa recapitare al Comandante della Marina Legionaria Fiumana Castruccio Ludovico Castracane degli Antelminelli. In alto al centro vi è l’intestazione: La reggenza italiana del Carnaro, che indica lo Stato libero di Fiume. La lettera risale ai mesi finali della breve esperienza del Vate di Comandante della città-stato di Fiume.

La copia mi è stata gentilmente offerta da Ludovico Castracane degli Antelminelli discendente del Comandante della marina fiumana e del quale porta lo stesso nome. La lettera è probabilmente la testimonianza del giorno della prima vera radiodiffusione effettuata in italiano. Quel giorno sulla nave Elettra di Guglielmo Marconi, Gabriele d’Annunzio tiene un discorso alla nazione per perorare la causa fiumana.

Il governo italiano aveva inviato Guglielmo Marconi a Fiume per convincere d’Annunzio a desistere dall’esperienza fiumana. Ma lo scienziato, grande amico del poeta è accolto come un eroe “il mago degli spazii, il dominatore delle energie cosmiche”.
Così Marconi non solo non induce d’Annunzio a desistere alla causa fiumana, ma approfitta del suo soggiorno per divorziare dalla moglie. Il divorzio, come anche il suffragio universale sono qui resi possibili grazie alla nuova costituzione, la Carta del Carnaro, appena redatta da d’Annunzio per la città-stato fiumana. In Italia il voto alle donne verrà dato solo nel 1945 e il divorzio nel 1970.

Questa lettera è dunque indirizzata al Comandante Castruccio Ludovico Castracane. Nella Grande Guerra lui è Tenente di Vascello della Marina Militare Italiana. Non è il mare il suo elemento ma il cielo, infatti pilota i dirigibili, straordinarie aeronavi utilizzate per ricognizioni e lancio di bombe.
Finita la guerra, Castracane come molti altri militari cerca uno sbocco, un’altra avventura e con slancio segue Gabriele d’Annunzio nell’impresa della conquista di Fiume e viene nominato Comandante di Marina Legionaria Fiumana.
Nella lettera il Vate prega il suo amico Castruccio di tenere pronto un MAS, il motoscafo anti-sommergibile, lui sarà sull’Elettra, il piroscafo dell’inventore della Radio Guglielmo Marconi.
Dopo quello che lui chiama l’esperimento tornerà a terra con il MAS. La nave Elettra, definita da Gabriele D’Annunzio “la bianca nave dei miracoli”, è un’imbarcazione di 700 tonnellate con due alberi di 25 m, capaci quindi di sostenere una buona antenna.
Marconi l’ha chiamata con il nome della figlia e l’ha allestita come laboratorio per i suoi esperimenti; d’Annunzio aveva precedentemente dichiarato che Marconi gli darà modo “di dire il vero al mondo” e “con la mia viva voce il segreto di Fiume”. Ma chiama comunque esperimento il suo primo discorso in radiodiffusione, evidentemente la radiofonia è una cosa talmente nuova che neanche lui sa a priori l’esito di quel progetto.

Immagino l’emozione di d’Annunzio quando Marconi gli cede il microfono. Intorno a lui è pieno di pulsanti, di strani macchinari con quadranti pieni di lancette e numeri, un rumore elettrico fa da sfondo. Lui allora lancia il suo messaggio al mondo o almeno a quelli dotati di un ricevitore.

Alle 14 del 23 settembre 1920, chiede il riconoscimento della reggenza di Fiume da parte di tutti popoli. Viene ripetuto cinque volte con l’invocazione finale al Signore affinché “questa parola, attraverso gli spazi, tocchi tutti i cuori sinceri e confonda le menzogne degli avversari ignobili”.
E’ probabilmente la prima vera radiodiffusione circolare in Italiano, una grande conquista per la tecnologia, come ci ricorda Luigi Cobisi in un articolo sull’Avvenire ripreso poi dal sito del portale Italradio.

L’Unione Radiofonica Italiana
prima stazione radio regolare italiana, antenata della RAI, trasmetterà da Roma solo il 6 ottobre 1924. Il fatto che tutti potessero ascoltare i messaggi inviati da una stazione trasmittente attraverso l’etere era stato inizialmente considerato come un difetto. Ma presto si è cambiato idea ed è nato il servizio di radiodiffusione sonora, la radio.

Si ringrazia Castruccio Ludovico Castracane degli Antelminelli per il materiale fornitoci

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Gabriele d'Annunzio
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Gabriele d'Annunzio

Anversa degli Abruzzi (Aq)

"Ad Anversa restano i ruderi di un palazzo edificato da un De Sangro. Scritto al Sindaco per sapere se tra le pietre vi sia lo stemma gentilizio della famiglia. (Esiste un'iscrizione già nota). Un signor Di Gusto mi risponde che non si trova alcuna traccia di stemma. Ora, tu che sai tutto, potresti indicarmi lo stemma ..."

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