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Into the trees: in mezzo agli alberi grazie al potere della Musica

10 Marzo 2021
Into the trees: in mezzo agli alberi grazie al potere della Musica
Un viaggio nei brani musicali piu'celebri che omaggiano le foreste e la natura che l’uomo ha il diritto e il dovere di preservare. Di Marco Restelli

Ho sempre pensato che uno dei grandi regali che la musica è in grado di offrire, a chi l’ascolta con attenzione e passione, è la possibilità di fargli chiudere gli occhi e “spostarlo”, con la mente, in un altro luogo.
I suoni uniti alle parole, infatti, hanno spesso questa sorta di magico potere. Al riguardo ho un piccolo aneddoto personale che potrà rendere più chiara questa mia premessa: era il 1989 ed ero al concerto dei Cure (al Forest National di Bruxelles) quando ad un certo punto le luci sul palco diventano tutte verdi proiettate verso il pubblico. La band attacca quindi il suo celebre pezzo A forest, dall’album Seventeen seconds, che tutti immediatamente riconoscono e amano (con quell’urlo di Robert Smith nel refrain “Into the treeeees”).
Ebbene durante tutta l’esecuzione del brano, pur essendo ancora là fisicamente, in realtà mi sono sentito teletrasportato in una sorta di dimensione spazio temporale parallela, in mezzo ad alberi alti come sequoie in un bosco fitto di arbusti, come in un film. Una sensazione unica che solo la musica riesce a dare.

Ma la musica non ha solo questo potere, può cambiare i pensieri delle persone e, quando si parla di foreste ed alberi, non si può non pensare a tutti quegli artisti che si sono personalmente impegnati in difesa della natura. Penso, in primis, alla lotta di Sting e altri colleghi famosi in difesa dell’Amazzonia che, anche ultimamente in piena pandemia, nel giugno 2020 hanno organizzato un concerto in streaming per raccogliere fondi.

Molte sono le canzoni poi, dedicate a questo tema. Una delle più note agli amanti del folk è certamente Big Yellow Taxi di Joni Mitchell nel cui testo c’è un verso direi emblematico “hanno messo il pavimento al paradiso e ci hanno fatto un parcheggio” che rende bene l’idea di quanto l’uomo sia capace di distruggere i suoi boschi senza ritegno alcuno.
Meno conosciuto, forse, è invece il lungo brano di chiusura dell’album Harvest Moon di Neil Young intitolato Natural Beauty, nel quale il celebre cantautore canadese canta: Amazon You had so much and now so much is gone What are you gonna do With your life?

Pur ascoltando poco la musica francese ho sempre seguito con attenzione Francis Cabrel, considerato un po’ come il Bob Dylan d’oltralpe. Anche lui nel 1994 ha scritto un pezzo blues molto bello, L’arbre va tomber, dal mood sarcastico e in cui non la manda di certo a dire verso coloro che abbattono gli alberi senza criterio e per puro interesse economico.

Citare infine, anche per ricollegarmi alla mia introduzione, la splendida Boys in the trees di Carly Simon. Qui le immagini che regala sono di bambini che giocano in mezzo agli alberi e, ascoltandola, sembra veramente quasi di vederli questi ragazzi spensierati crescere in mezzo alla natura incontaminata. Un natura che l’uomo ha il diritto e il dovere di preservare, in parte anche grazie alla grande forza della Musica.

Foto di copertina di Pixabay

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