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ParkTime n.7

02 Gennaio 2021

di Annalisa Nicastro

Non esiste un solo fiocco di neve uguale all'altro. Nella sua multiforme casualità la struttura di ogni cristallo di ghiaccio che lo compone è, infatti, sempre diversa. Pezzi unici, esattamente come lo sono tutti gli essere umani. Lo sapeva bene Wilson Bentley che fotografò per oltre 40 anni i suoi amati minuscoli miracoli di bellezza (tiny miracles of beauty) o fiori di neve (ice flowers), tanto che, nelle oltre 5.000 fotografie da lui scattate, non ne riuscì mai a trovare due perfettamente identici. 

La neve puo' essere croce o delizia, spavento e meraviglia, a seconda di come la si vive. Ce lo dimostra anche la storia dell'arte e della letteratura: dalla felicità di Maxence Fermine nel suo libro Neve alla nostalgia evocata da James Joyce nel racconto The Dead, dall'incanto delle scene invernali della pittura olandese alla desolazione dei quadri di Caspar David Friedrich. Ad ognuno la sua neve. 

Quando nevica i luoghi diventano irreali e sospesi, forse è questa la magia che piace molto ai bambini che ogni anno la aspettano come un dono. Mentre il tempo sembra fermarsi sotto la sua coltre, tutta la comunità si unisce attorno a lei, diventando un elemento di condivisione. 

Appena vediamo i luoghi imbiancati ripensiamo anche intimamente, e spesso con nostalgia, a tutti i nostri inverni passati e alle età in cui di anno in anno l'abbiamo vissuta. E riviviamo i ricordi, ognuno i propri, con la neve e il suo magnifico silenzio che tutto copre. 

Gli inverni prima erano molto piu' freddi e nevicava di piu', questa è una certezza. Ce lo conferma anche una ricerca dell’Eurac Research, centro di ricerca di Bolzano, che ha mappato per la prima volta i dati sulla copertura nevosa globale. Nelle aree montane di tutto il globo negli ultimi venti anni la neve è diminuita del 78% aggravando uno squilibrio ecologico notevole per l’intero ecosistema. 

Questo fenomeno atmosferico, oltre a purificare l’aria da smog e inquinamento, è una fondamentale riserva idrica per il terreno. Sciogliendosi lentamente dà la possibilità a quest’ultimo di assorbire l’acqua per intero. Il manto nevoso protegge dal gelo le coltivazioni fungendo da isolante termico naturale e permette la sopravvivenza delle piante. Perchè il vero nemico delle nostre coltivazioni, non è la neve ma il gelo. Quello sì, fa male. Accade lo stesso nelle relazioni umane quando il gelo arriva al cuore. 

Dovremmo seguire la stessa similitudine contenuta nei versi di Dante che da una situazione di gelo iniziale fa scaturire il calore e il ghiaccio che, dapprima attanagliava il cuore del poeta, si scioglie lasciando il posto all'amore: 


 “Sì come neve tra le vive travi per lo dosso d’Italia si congela,
soffiata e stretta da li venti schiavi,
poi, liquefatta, in sé stessa trapela, 
pur che la terra che perde ombra spiri,
sì che par foco fonder la candela; 
così fui sanza lagrime e sospiri
anzi l cantar di quei che notan
sempre dietro a le note de li etterni giri”
(Purg., XXX, vv 85 – 90).

Copertina di Carlotta Patrizi

Riproduzione riservata © Copyright I Parchi Letterari

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