Carlo Levi

Carlo Levi

Aliano (Matera)

"Sono arrivato a Gagliano un pomeriggio di agosto, portato in una piccola automobile sgangherata. Avevo le mani impedite, ed ero accompagnato da due robusti rappresentanti dello Stato, dalle bande rosse ai pantoloni e dalle facce inespressive. ..."

dal Cristo si è Fermato ad Eboli

Le tradizioni

Il silenzio delle montagne, la solitudine e la miseria dei paesi arroccati sui monti, le infinite distese di argilla, i fiumi lenti e sornioni della valle dell'Agri e del Sauro ed ancora le leggende dei briganti, delle fate, dei lupi mannari e delle streghe sono stati tutti elementi di ispirazione dell'Autore che li ha vissuti personalmente e profondamente curando i malati di malaria, dipingendo i ritratti dei bambini lucani, annotando le sue impressioni sul suo taccuino.

 Le Case con gli occhi
Tra i vicoli del nucleo storico si vedono le magiche facciate delle case di cui parla Levi: piccole finestre con occhi maligni sormontano archi immensi come bocche dando agli edifici un espressione grottesca, orrida, interrogativa, che riporta al mondo misterioso dei mostri e delle mitiche creature della fantasia. In effetti un elemento che più colpisce osservando l’urbanistica di Aliano è il misterioso ed interrogativo aspetto delle case. Queste hanno una loro espressione curiosa, astratta, intelligente, triste: i loro sguardi spesso arcigni e severi incorniciano antichi focolai abbandonati e, sopra i fatiscenti balconi in disuso, da ogni lato, da ogni prospettiva, in ogni angolazione, si riesce a rilevare un messaggio esoterico, una sorta di architettura animistica, una teoria silenziosa di sguardi attenti o di occhi torvi o minacciosi."

 Gli spiriti e le streghe
"I sonnambuli diventano lupi… ce n'era qualcuno a Gagliano, e uscivano nelle notti d'inverno, per trovarsi con i loro fratelli… e si radunano tutti insieme con i lupi veri, attorno alla fontana. "…La vecchia era una strega, e le avveniva spesso di conversare con le anime dei morti, di incontrare monachicchi, e di intrattenersi con dei veri diavoli, nel cimitero… era una contadina magra, pulita e di buon umore…" "…Una notte… il vecchio tornava da Gaglianello… e aveva sentito in tutto il corpo una strana stanchezza, e aveva dovuto sedersi in terra, sul gradino di una cappelletta. Gli era stato poi impossibile alzarsi e proseguire. Qualcuno lo impediva. La notte era nera… ma dal burrone una voce bestiale lo chiamava per nome. Era un diavolo, installato là tra i morti, che gli vietava il passaggio…"

 

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