Ernst Bernhard

Ernst Bernhard

Ferramonti di Tarsia (Cosenza)

Gli Scenari

in costruzione


Tarsia
è senz'altro tra i più antichi borghi della valle del Crati. Il territorio del Comune di Tarsia ha una superficie di 49,35 kmq con un'altitudine media di 206,5 metri sul livello del mare. Il territorio si distribuisce in tre distinte aree, nelle quali si riscontrano situazioni d'uso diversificate: l'area circostante il "capoluogo", sede dei principali processi d'urbanizzazione, nella quale si svolgono attività agricole minori con prevalente utilizzo a pascolo; l'area del fiume Follone (Contrada Le Caselle) prevalentemente pianeggiante; l'area del fiume Crati, suddivisa da una zona montana ad est (Quercia Rotonda), dalla zona dell'invaso della Diga di Tarsia (inclusa nella Riserva Naturale) e dall'area dell'ex Campo di Concentramento di Ferramonti.

Via Garibaldi - centro storico di Tarsia (CS) – foto di Claudio Zazzaro  Centro storico di Tarsia (CS)


Queste aree, oltre ad essere ricche di valori antropici e paesaggistici, sono sede delle principali attività agricole specializzate. Su uno sperone roccioso, all'estremità dell'abitato, si trovano i resti di un castello normanno ed ancora più a nord una torre della stessa epoca, a guardia, verso i territori di Sibari e la foce del Crati. Ma le origini di Tarsia sono ben più lontane. Secondo il Barrio, il Fiore ed altri scrittori, Tarsia è l'antica Caprasya , o Caprisia o Caprese. Per quanto riguarda il sito, quei tre nomi non hanno a che vedere con l'odierna Tarsia. Lo Sforza, ritiene che quella città si trovasse nell'attuale frazione di Caselle.

In verità l'attuale Tarsia che domina a mezzogiorno la lunga valle del Crati e osserva di fronte anche i contrafforti silani, ha caratteristiche strategiche medievali. Maestri nelle scelte di simili posizioni che si affrettavano a fortificavano con torri e castelli erano i normanni, e all'epoca normanna deve risalire Tarsia.

Panorama di Tarsia (CS) da Contrada Cona   Panorama di Tarsia (CS)

Infatti, Ferrante Della Marra, duca di Guardia, dice che "antiquissimi et nobilissimi son quelli di Tarsia", ed aggiunge che la famiglia Tarsia l'aveva edificata ai tempi dei normanni. In epoca medievale, con l'inizio del feudalesimo, Tarsia raggiunse un primato di notevole importanza: fu elevata a Contea (solo cinque in tutto il territorio della Calabria). Tale privilegio si spiega per la sua felice posizione geografica e per i suoi vasti possedimenti. La Contea di Tarsia passò nel corso del XIV° secolo ai Ruffo, ai Sangineto, ai Sanseverino e, infine, nel 1606 agli Spinelli, che 1642 vi incardinarono il titolo di principato.

Tra le emergenze monumentali si rileva l'Abbazia di S. Maria di Camigliano, fondata dai Benedettini nel Medioevo. Rinvenimenti archeologici di stanziamento in età classica greca si sono avuti presso la stazione ferroviaria. Fino alla metà di questo secolo la popolazione ha vissuto prevalentemente nel centro storico. Negli anni quaranta, Tarsia è stata sede in località Ferramonti del più grande Campo di Concentramento italiano per Ebrei e deportati politici.

Piazzale interno del campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia  

Il territorio di Tarsia è sede di una delle due uniche riserve naturali istituite dalla Regione Calabria, le Riserve naturalidel Lago di Tarsia e della Foce del fiume Crati, situate in provincia di Cosenza, sono state istituite nel 1990 (Legge Regionale 05/05/1990 n. 52) su proposta dell'associazione ambientalista Amici della Terra Italia. Le riserve interessano due importanti aree umide, di notevole interesse naturalistico, soprattutto, per la presenza di uccelli acquatici migratori, molti dei quali nidificanti, come la Cicogna bianca assunta a simbolo delle Riserve. Sono poste lungo il corso dell’omonimo fiume: il Lago di Tarsia, nel territorio dei comuni di Tarsia e di S. Sofia d'Epiro e la Foce del fiume Crati, nel territorio dei comuni di Corigliano Calabro e di Cassano lonio. L’estensione delle due aree è di circa 600 ettari.

Lago di Tarsia e diga artificiale – foto di Claudio Zazzaro  Lago di Tarsia (CS)


I comuni delle Riserve hanno messo a disposizione dell’Ente gestore, in comodato gratuito, importanti strutture (anche di valore storico-architettonico) presso le quali sono stati attivati importanti servizi. La struttura messa a disposizione da parte del Comune di Tarsia è Palazzo Rossi. Presso lo storico palazzo del 1700, appartenuto ad una delle più importanti famiglie padronali di Tarsia, acquisito e completamente restaurato dall’Amministrazione Comunale, trova sede il Centro Visitatori di Tarsia, caratterizzato da una sala conferenze con oltre 100 posti a sedere. La sala, inoltre, è strutturata con postazioni video-informatiche.

Lago di Tarsia (CS) – foto di Claudio Zazzaro  Valle del Crati, foto SdM


Il Centro Visitatori, ubicato al 1° piano con accessibilità indipendente dalle altre strutture annesse al Palazzo, è un importante punto di riferimento per l’attività di educazione ambientale e per la gestione dei flussi turistici legati alla fruizione naturalistica delle Riserve. Inoltre, è un importante polo funzionale per tutte quelle manifestazioni culturali, scientifiche e sociali che si svolgono nel comprensorio. Palazzo Rossi Ospita al suo interno la Biblioteca Naturalistica Calabrese, struttura si sviluppa su un’area espositiva di oltre 120 mq ed è articolata in 4 spazi così suddivisi: due sale letture (Sala Darwin e Sala Lorenz), una sala riviste ed una stanza direzione ed archiviazione, tutte ubicate al 1° piano. Mentre al piano terra del Palazzo ha sede l’Archivio della Biblioteca.

La struttura è dotata di ingresso separato rispetto agli altri servizi delle Riserve presenti nel Palazzo (Centro Visitatori, Uffici e Laboratori). La Biblioteca Naturalistica Calabrese, istituita dall'Associazione ambientalista nazionale Amici della Terra, con l’avvio della gestione delle Riserve, è stata inglobata tra i Servizi assicurati e gestiti dall’Ente gestore operativo (Amici della Terra Italia). La Biblioteca Naturalistica Calabrese è tra le pochissime, in Italia, specialistica nell’ambito delle scienze naturali ed ambientali ed è punto di riferimento per quanti studiosi, studenti, naturalisti si occupano di problematiche legate all’ambiente e al territorio. La Biblioteca nei suoi primi anni di formazione ha provveduto ad istituire altri Centri e servizi annessi, che ha messo a disposizione gratuitamente dei suoi utenti[2].

CIRCOLO IPPICO DELL’ARCIONE

Non lontano dal Parco letterario si trova il Circolo Ippico dell’Arcione, nel territorio del comune di Bisignano. Sul finire degli anni ‘60 Nino Boscarelli presso l’azienda agricola (ora agrituristica) Paglialonga creò, in collaborazione con un gruppo di allevatori e appassionati della provincia di Cosenza, una delle prime scuole di equitazione della Calabria, la cui direzione fu affidata ad un istruttore, maresciallo Vito Zotti, proveniente dalla prestigiosa Scuola Militare di Cavalleria di Pinerolo. Questa esperienza riuscì a coniugare la secolare tradizione locale di allevamento del cavallo con i dettami della Scuola di Equitazione Militare Italiana creando solide basi per la costituzione del futuro Circolo Ippico dell’Arcione (C.I.D.A.) oggi CIDA-Paglialonga. Il CIDA-Paglialonga si costituisce e si aggrega alla F.I.S.E. (Federazione Italiana Sport Equestri) nel 1980, ottenendone l’affiliazione nel 1983.

E’ un’associazione sportiva dilettantistica, che si pone come scopo sociale la conoscenza del cavallo, la pratica e la diffusione dell’equitazione sia a livello agonistico sia amatoriale… tra gli scopi sociali ha inoltre … la valorizzazione di tutti i rapporti che legano il mondo del cavallo all’ambiente, all’escursionismo ed al tempo libero in genere, … ha il fine di rieducare e riabilitare i portatori di handicap attraverso la Terapia con il Mezzo del Cavallo (T.M.C.). Ottimi sono stati i risultati conseguiti dagli allievi, tanto che hanno valso il riconoscimento dalla FISE di Scuola Federale. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti: nel ’93 Scuola Federale di Base, nel ’95 dal C.O.N.I. come C.A.S. (Centro di Avviamento allo Sport), dal ’96 al 99 Scuola Federale di Agonismo, classificandosi 7° nell’apposita graduatoria nazionale delle società sportive (1996). Il C.I.D.A.-Paglialonga è anche affiliato all’A.N.I.R.E. (Associazione Nazionale Italiana di Riabilitazione Equestre), dalla quale ha ottenuto nel ’94 il riconoscimento di C.R.E. (Centro di Riabilitazione Equestre) dal 2005 riconosciuto anche dalla FISE come Centro Federale di Riabilitazione Equestre. Nel 2006 ha ottenuto l’attestato di Benemerenza Sportiva dalla Provincia di Cosenza e dal C.O.N.I. Comitato provinciale di Cosenza.
 

[1]Brochure a cura della Fondazione Museo Internazionale di Ferramonti di Tarsia. [2]http://www.riservetarsiacrati.it
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