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Recanati, un incanto infinito tra poesia e musica

23 Dicembre 2020
Recanati, un incanto infinito tra poesia e musica
La musica entrò prepotentemente nelle riflessioni e nella poetica di Giacomo Leopardi così come in altri illustri cittadini di Recanati. Di Claudia Leone

“La musica se non è la mia prima, è certo una mia gran passione, e dev’esserle di tutte le anime capaci di entusiasmo", scriveva nel 1820 Giacomo Leopardi in una lettera all'avvocato Pietro Brighenti. Pochi sanno dell'attrazione del poeta di Recanati per quest'arte; eppure la sua attenzione per la musica fu così alta da occupare molte pagine del suo Zibaldone

E' lo stesso autore a raccontare la nascita del suo iniziale fievole interesse per ciò che invece divenne negli anni il "solo rimedio" per la sua salute distrutta. Spiegava, infatti: "Io di me posso accertare che nel mio primo udir musiche (il che molto tardi incominciai) io trovava affatto sconvenienti, incongrue, dissonanti e discordevoli parecchie delle più usitate combinazioni successive di tuoni, che ora mi paiono armoniche, e nell'udirle formo il giudizio e percepisco il sentimento della melodia". Sembra, appunto, che, a differenza dei suoi fratelli, come Luigi ad esempio che fu un valido flautista, Giacomo non si avvicinò subito alla musica nonostante al piano nobile di casa Leopardi si tenessero spesso concerti ed esibizioni teatrali. 

Non è un caso, infatti, che proprio al conte Monaldo, padre di Giacomo e Gonfaloniere della città, si debba la costruzione del teatro di Recanati, oggi Teatro Persiani, che si concluse nel 1840. Fu comunque nella sua Recanati, "incolta e morta", che, nei primi anni '20 dell'800, Giacomo familiarizzò con gli spettacoli teatrali prima e con la lirica poi. L'incontro con le opere di Rossini che andavano in scena nell'allora "Teatro dei Nobili", dal Barbiere di Siviglia a Il Turco in Italia, furono per Leopardi un vero colpo di fulmine. 

La musica entrò prepotentemente nelle sue riflessioni e nella sua poetica. Basta pensare ad alcuni dei suoi versi più celebri "E come il vento / odo stormir tra queste piante…” (L’infinito, vv. 8-9) o “Sonavan le quiete / stanze, e le vie d’intorno, / al tuo perpetuo canto…” (A Silvia, vv. 7-9) per capire quanta importanza assegnasse Leopardi all'aspetto sonoro e auditivo della creazione poetica. 

La lirica che tanto appassionò Giacomo stregò anche un altro illustre recanatese, Beniamino Gigli, che più e più volte si esibì sul palcoscenico proprio di quel Teatro Persiani tanto voluto dal conte Monaldo. Non solo: a quello che è considerato il più grande tenore di tutti i tempi si deve anche una mirabile interpretazione, nel 1929, dei versi dell'Infinito musicati dal compositore Amilcare Zanella

Oggi la Sala dei Trenta del Teatro Persiani ospita il Museo Beniamino Gigli, una tappa interessante e piacevole da visitare a pochi passi dai luoghi simbolo del Parco Letterario "Giacomo Leopardi", come il Convento dei Frati Cappuccini, Casa Leopardi e la Torre del Borgo. Ma il fil rouge della musica, che si snoda lungo la storia e i luoghi di Recanati, non si esaurisce qui. Seguendo le orme di Beniamino Gigli, arriviamo infatti alla Villa -una meraviglia in stile liberty - ora chiusa al pubblico, che il maestro del Belcanto fece edificare in cima a un colle a pochi chilometri dal centro. 

 Leggenda vuole che un altro grande tenore, Alessandro Bonci, decidesse di farsi costruire a sua volta una sontuosa dimora, Villa Bonci per l'appunto, all'apice di un colle, in posizione molto elevata, per gareggiare in splendore con quella del collega-rivale Beniamino Gigli. Progettata dall'architetto romano Umberto Neri, la residenza spicca per la sua monumentalità e per una vista mozzafiato a 360° sui magnifici paesaggi marchigiani. Alla morte del tenore, la Villa si trasformò in un istituto per l'assistenza e l'istruzione degli orfani dei piloti dell'aviazione. Oggi la Villa, nella quale ha sede un complesso dell'Aeronautica Militare, è uno dei "luoghi del cuore" FAI, ossia una di quelle realtà che è indispensabile conoscere e salvaguardare per evitare che cadano nell'abbandono. 

Recanati è una perla unica di quell'immenso patrimonio culturale e artistico del nostro Belpaese che sarebbe davvero un peccato veder finire nell'oblio.

Foto di copertina di Giovanna Musolino

Foto allegate tratte da Wikimedia:
Beniamino Gigli https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Beniamino_Gigli,_Italian_tenor.jpg
Teatro Persiani https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Teatro,_Giuseppe_Persiani,_Recanati.jpg
Alessandro Bonci https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/39/Alessandro_Bonci%2C_Nunes_Vais_02.jpg

Riproduzione riservata © Copyright I Parchi Letterari


Giacomo Leopardi
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Giacomo Leopardi

Recanati (Macerata)

“Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude...” Giacomo Leopardi

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