Home Mission Parchi Viaggi Eventi Multimedia Contatti
Il Magazine I Numeri Catgorie Almanacco Contatti
Menu
Categorie
IntervisteLibri ApertiLifestyleAmbiente e TerritorioPaesaggi SonoriCucina LetterariaStorie in CamminoA passeggio nel mondo

I miei genitori sopravvissuti alla seconda Guerra Mondiale

21 Gennaio 2021
I miei genitori sopravvissuti alla seconda Guerra Mondiale
Scritto da Eva Rachel Zelmanovic Porcilan, nata nel campo di Ferramonti di Tarsia l’11.4.1944

Durante la seconda guerra mondiale, quando i tedeschi avevano conquistato sempre più paesi in Europa, 500 giovani ebrei di Bratislava, Cecoslovacchia decisero alla fine del 1939 di fare "aliya" (l'immigrazione ebraica nella terra di Israele, ndr) a Eretz-Israel. Tutti loro erano membri di Beitar. 

Tra loro c'erano i miei genitori, Sarah Bonitzer-Zelmanovic (che aveva 18 anni) e Shlomo Zelmanovic (che aveva 23 anni). Salirono su una nave di nome Pentcho, che navigò per sei mesi fino a raggiungere il Mar Nero. Quando la nave arrivò nel Mar Egeo, andò a sbattere nell'oscurità contro una roccia  e affondò vicino all'isola di Kamilanisy, tutti i passeggeri sopravvissero. Dopo 9 giorni furono salvati dagli italiani e furono trasferiti sull'isola di Rodi. 

A Rodi Sarah e Shlomo si sposarono e dopo un anno, passato in pessime condizioni, tutte le persone furono mandate da Rodi al campo Ferramonti di Tarsia in Calabria, Italia. Dal campo avrebbero dovuto essere poi inviati dai nazisti tedeschi ai campi di sterminio, ma quando gli italiani si resero conto di cosa stava succedendo alle persone che erano state mandate su a nord con i treni, non permisero questo trasporto. 

In questo modo tutte le persone sopravvissero e rimasero lì fino alla fine della guerra. L'11.4.1944 sono nata io, Eva, nel campo di Ferramonti di Tarsia. Qui le person ci hanno trattato sempre in modo molto umano. Consegnarono cibo, medicine e tutto ciò che potevano avere per rendere  la nostra situazione più facile, mentre loro stessi avevano anche ben poco per sopravvivere alla guerra. 

Sarah e Shlomo Zelmanovic insieme alla figlia Eva (11 mesi) arrivarono in Israele da Bari - Italia - nel marzo 1945.


Ernst Bernhard
Scopri il parco

Ernst Bernhard

Ferramonti di Tarsia (Cs)

Torna indietro

Potrebbe interessarti anche

Ernst Bernhard: Einzelgänger poliedrico, 'influencer' ante litteram. Un'istantanea

Ernst Bernhard introdusse la psicologia junghiana in Italia dandole un'impronta profondamente personale e contribuì in modo determinante alla sprovincializzazione del Paese. Oggi un ricco archivio è a disposizione degli studiosi.

Parco Letterario - Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia (Cs) per l'European Heritage Label

Ferramonti e Ventotene, un campo di concentramento e una località di confino, candidate al Marchio del Patrimonio Europeo. Di Stanislao de Marsanich

Alla scoperta del concetto filosofico di ‘luogo’ nel Parco Letterario Marguerite Chapin

Ciò che rende veramente unico il Giardino di Ninfa e il Parco Letterario è il far sentire la magia di una relazione tra i visitatori,le cose e le creature che vi abitano. Come diceva Giorgio Bassani, i Caetani hanno creato un mondo. Di Alessandra Fenizi

La letteratura è donna

Abbiamo chiesto alle protagoniste del panorama editoriale una loro opinione che vada al di là delle celebrazioni dell’8 marzo. Di Paquito Catanzaro

Il Carnevale di Aliano (Matera)

Tra i misteri racchiusi all’interno del Parco Letterario Carlo Levi di Aliano emerge quello delle maschere cornute. Di Lodovico Alessandri

Ernst Bernhard. Conversazioni sull'ebraismo. Biografia*

La seconda parte delle "Conversazioni sull'ebraismo" con Ernst Bernhard, a cura di Luciana Marinangeli. Le ultime parole del grande psicoanalista che aprì alla cultura italiana degli anni '40-'60 gli orizzonti della cultura europea
I Parchi Letterari®, Parco Letterario®, Paesaggio Culturale Italiano® e gli altri marchi ad essi collegati, sono registrati in Italia, in ambito comunitario ed a livello internazionale - Privacy Policy
Creazione Siti WebDimension®