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Il mese di Marzo

Il mese di Marzo

Hic est Martius nella Pieve di Arezzo, dove Marzo è un suonatore di corno: un personaggio allegorico con i capelli spettinati e arruffati che soffia nel corno simbolo del vento e dei temporali tipicamente primaverili. Di Alberta Piroci Branciaroli

10 Marzo 2021

Vera personificazione di Marcius Cornator, il mese di marzo, con il mantello raccolto sul braccio destro e fermato sulla spalla dal braccio sinistro, esibisce il corno avvicinandolo alla bocca. Il soffio allegorico rialza i capelli sulla testa come in una iconografia dei venti.

Anche per questa scultura del portale della pieve aretina, esplicito è il rimando ad un tema di tradizione classica: un uomo soffia nel corno a significare che il mese è caratterizzato dai venti che sollevano sul capo i suoi capelli chiari, sottolineando così l’origine nordica della sua stirpe.
Marzo suonatore di corno: un personaggio allegorico con i capelli spettinati e arruffati che soffia nel corno simbolo del vento e dei temporali tipicamente primaverili.

Anche nei calendari medievali la raffigurazione si presentava nelle forme allegoriche del suonatore. Personaggio allegorico, legato alle caratteristiche climatiche del mese,il Marcius è un araldo della stagione primaverile.
La lunga tunica stretta in vita da una cintura, la folta chioma arruffata, conferisce a questa scultura policroma un aspetto a metà tra la natura umana e quella demoniaca.
Questo tema iconografico trova riscontro anche nelle fonti letterarie come nella Disputatio Mensium di Bonvesin de la Riva (1240 -1315) che lo descrive proprio con il capo arruffato dal vento. L’iconografia del Marcius Cornator si diffuse agli inizi del secolo XII e i primissimi esempi sono presenti nella Chiesa di San Savino a Piacenza e nella Basilica di San Michele a Pavia.

Il mese di marzo è associato al dio della guerra Marte. Sotto il profilo climatico infatti, marzo è un mese instabile, ventoso e l’antica saggezza popolare lo testimonia con numerosi proverbi e modi di dire e nell’immaginario collettivo viene descritto come un mese pazzerello: marzo pazzerello guarda il sole e prendi l’ombrello.

E’ il mese dell’ equinozio di primavera (21 di marzo). La Chiesa Cattolica ha fissato al 25 di questo mese la festa dell’Annunciazione o Incarnazione, esattamente nove mesi prima del Natale cioè della nascita di Gesù.
In Toscana la festa religiosa del 25 marzo coincideva con il Capodanno toscano ossia con l’inizio dell’anno civile e questo calendario restò in vigore fino al 1749 quando il Granduca Francesco II di Lorena emise un decreto che imponeva l’assunzione del calendario moderno con inizio dell’anno fissato al 1 gennaio.

Il 24 aprile 2019 il giornalista e scrittore Paolo Di Stefano ha avanzato l’idea di dedicare una giornata a Dante Alighieri, partita poi ufficialmente dal Ministero per i beni e le attività culturali e definitivamente approvata dal Consiglio dei Ministri il 17 gennaio 2020. Il 25 marzo secondo gli studiosi, è il giorno in cui è iniziato il viaggio ultraterreno di Dante: per consuetudine, dunque, la Divina Commedia inizia proprio in questa data perché è in questo giorno che lo scrittore inizia la sua discesa all’Inferno.

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