Home Mission Parchi Viaggi Eventi Multimedia Contatti
Il Magazine I Numeri Catgorie Almanacco Contatti
Menu
Categorie
IntervisteLibri ApertiLifestyleAmbiente e TerritorioPaesaggi SonoriCucina LetterariaStorie in CamminoA passeggio nel mondo

Gennaio nei Mesi della Pieve ad Arezzo

06 Gennaio 2021
Gennaio nei Mesi della Pieve ad Arezzo
Il ciclo dei mesi del portale maggiore della pieve di Santa Maria Assunta in Arezzo ci accompagnerà mese dopo mese, per tutto il 2021. di Alberta Piroci Branciaroli

Il portale maggiore della pieve di Santa Maria Assunta in Arezzo contiene uno spettacolare ciclo di sculture policrome raffigurante i dodici mesi. Dal 2002, al termine di un restauro che è durato dieci anni, è possibile vedere le sculture che presentano una straordinaria policromia conservata al novanta per cento, cosa più unica che rara. 

Se la critica sostiene che lo scultore dei Mesi della Pieve non sia artista aretino e che le sculture dovevano essere state commissionate ad un artista del Nord, per quanto riguarda la vivacissima policromia, è concorde nell’affermare che deve essere stata eseguita in loco. Per la datazione, gli storici dell’Arte propongono che non si possa andare oltre il quarto decennio del secolo XIII. (Annamaria Maetzke, Il portale maggiore della Pieve di Santa Maria Assunta in Arezzo, in La Bellezza del sacro, sculture medievali policrome, Catalogo della Mostra. Arezzo settembre 2002 – Febbraio 2003. Ed. Nuova Grafica Fiorentina, Firenze) 

Come consuetudine nel Medioevo, la successione dei mesi è collegata con le attività prevalentemente agricole dell’uomo, tipiche delle varie stagioni che scandiscono il calendario dell’anno. Il tema è quello degli impegni mensili caratterizzanti lo scorrere delle stagioni, le scadenze annuali del lavoro dei contadini nei campi, l’impegno guerresco dei cavalieri, i lavori di artigianato specializzato come il norcino o il costruttore di botti. 

Alcune regole d’interpretazione del tema dei mesi nell’arte medievale sono fornite dalla Bibbia e dalla sua esegesi. Nella Bibbia infatti si trova l’idea di un Dio “Chronokrator”, che non solo ordina e divide il tempo attraverso le stelle del firmamento (Genesi 1,14-15) ma assicura anche semine e raccolti per sostentamento dell’uomo, così come promise a Noè dopo il Diluvio (Genesi1,29). 

La rappresentazione dei mesi compare nei grandi cicli monumentali a partire dalla fine del secolo XI, inizi del XII ed è presente a Santiago de Compostella, Aosta,Pavia, Modena, Ferrara, Pisa, Francia Centrale ect.  Il tema della rappresentazione dei mesi, che si trovava già nei mosaici romani e paleocristiani, durante il Medioevo si sviluppò in Francia, in particolar modo nel binomio “tempo che scorre/lavoro agricolo”. 

La personificazione dei Mesi aretini, pur presentando qualche affinità iconografica con quelli di Parma, Cremona, Ferrara, presenta una capacità di modellato gentile e raffinato nelle proporzioni anatomiche e nell’invenzione di lettura di alcuni particolari che ricordano esperienze plastiche non necessariamente italiane; un cantiere, quello aretino, che aveva inglobato anche da un punto di vista puramente scultoreo, esperienze plurime: questa l’ipotesi attributiva della studiosa Marina Armandi. (M.Armandi. I Mesi. Il Tempo dell’Uomo. In “La Bellezza del Sacro” Catalogo Mostra Arezzo 2002/2003. P.53)

Gennaio 

Per l’identificazione certa del mese, oltre alcuni particolari presenti nella tradizione iconografica, lo scultore appone un’iscrizione sovrastante il personaggio e per il mese di Gennaio troviamo la seguente scritta: HIC EST BIFRONS IANUARIUS. 

E’ il primo mese dell’anno e in questa raffigurazione allegorica è più che altrove presente un diretto riferimento ad un modello classico: Giano bifronte con le due teste differenziate l’una bionda che guarda il passato e l’altra bruna che guarda il futuro. Il personaggio caratterizzato da pettinature accurate con frangetta, indossa un mantello azzurro e una veste rossa. Seduto all’interno di un camino, si scalda mentre un pentolone è avvolto da lingue di fuoco. In alto sono appesi ad affumicarsi degli insaccati, un calice di vino nuovo contribuisce a combattere i rigori dell’inverno. 

Di particolare interesse risultano le notazioni di costume come le calzature di Giano, descritte con attenzione realistica nei particolari e caratterizzate da una spessa suola di legno su cui è inchiodata una tomaia, conclusa da una passata di cuoio robusto. I volti di Giano bifronte, dal roseo incarnato, presentano vivaci occhi neri, molto espressivi e sottolineati da un’ampia e sottile arcata sopraccigliare, particolari che mostrano la sensibilità dell’artista e la raffinatezza nell’esecuzione della scultura.

Foto di Alberta Piroci Branciaroli

Riproduzione riservata © Copyright I Parchi Letterari


Emma Perodi e le Foreste Casentinesi
Scopri il parco

Emma Perodi e le Foreste Casentinesi

Casentino

Torna indietro

Potrebbe interessarti anche

Borgo universo

Silone stenterebbe a riconoscere i conterranei. Se da Pescina si incamminasse fino ad Aielli troverebbe all’ingresso del paese un segno del mutare del tempo: un edificio industriale abbandonato su cui uno street artist ha disegnato lucciole e cinghiali

Gesualdo Bufalino e Comiso

Da amanti è il rapporto che lega uno scrittore al suo luogo di nascita. Quello tra Bufalino e Comiso è tra i più appassionati e duraturi: "...dei ventitremila giorni e passa che ho vissuto finorane avrò trascorso in questo luogo almeno ventunmila..."

Fuga in provincia con Tommaso Landolfi

Landolfi è una delle penne più raffinate della letteratura europea del Novecento. Fu perlopiù autore di racconti fantastici, contrassegnati da una pungente vena dissacrante sia nei confronti dei costumi tradizionali italiani che della società di massa

Nostalgia, sogno e libertà

Come disse eloquentemente lo scrittore israeliano Eshkol Nevo: “Casa è un posto in cui puoi tornare se vuoi. E non c’è bisogno di avere più di un posto del genere”.

Letteratura, viaggio ed escamotage ai tempi del digitale.

In un mondo rimpicciolito e omologato, in cui macchine e computer ci consentono di solcare immense porzioni di spaziotempo, la letteratura indica un territorio sconosciuto e sconfinato, regioni straniere che coincidono col dominio dell’invisibile

Milite Ignoto, cittadino d'Italia

È il 28 ottobre 1921, nella basilica di Aquileia sono allineate undici salme di soldati senza nome prelevate da altrettanti campi di battaglia della prima guerra mondiale con le caratteristiche di essere sicuramente italiane, ma non identificabili
I Parchi Letterari®, Parco Letterario®, Paesaggio Culturale Italiano® e gli altri marchi ad essi collegati, sono registrati in Italia, in ambito comunitario ed a livello internazionale - Privacy Policy
Creazione Siti WebDimension®